Ave Maria

Ave Maria è la preghiera più recitata dai cristiani in tutte le confessioni e deriva dal Vangelo di Luca in diverse versioni.

La Storia dell’Ave Maria

L’Ave Maria è una preghiera suddivisa in tre parti:

  1. La prima è collegata al saluto dell’Arcangelo Gabriele a Maria ed incarna la parte più antica
  2. La seconda parte inizia con “Tu sei benedetta tra la donne” e deriva dal saluto di Elisabetta a Maria 
  3. La terza parte inizia con “Santa Maria Madre di Dio” , una invenzione abbastanza recente della Chiesa Cattolica, ufficializzata nel 1568 nel breviario romano di Papa Pio V.

Le prime due parti della preghiera si riscontrano in tutte le tradizioni nonostante la seconda parte sia stata addotta nell’alto Medioevo. 

L’ultima parte invece, dal momento che è stata aggiunta in modo del tutto arbitrario, non trova corrispondenza alcuna nelle altre chiese cristiane: non c’è nella preghiera protestante e non c’è in quella ortodossa.

In effetti se si analizza il suo testo, emerge in modo chiaro e diretto che il contenuto è contrario agli insegnamenti di Gesù ed il messaggio inconscio che arriva è del tutto negativo

Facendo un’ulteriore analisi ma di tipo energetico-vibrazionale, è facile notare che tutta la positività che emerge recitando la prima parte dell’Ave Maria, venga poi distrutta dalla terza parte. 

Potrà sembrare un caso, ma un caso non è.

Perfino il catechismo del Concilio di Trento che si è svolto dal 1545 al 1563, ci conferma che l’ultima parte della preghiera dell’Ave Maria è stata composta dalla Chiesa Cattolica stessa, senza alcuna spiegazione in merito.

Prima parte della preghiera

La prima parte della preghiera dell’Ave Maria è quella che viene considerata la più antica nonostante non vi sia la certezza che lo sia

L’attuale versione cattolica recita: “ Ave Maria piena di grazia il Signore è con te” . 

Questo incipit, come anticipato, è il saluto dell’Arcangelo Gabriele a Maria, dal Vangelo di Luca 1:28.

Il Vangelo di Luca va un po’oltre..e riferendosi all’Arcangelo Gabriele recita: penetrando in Lei proferì: “Ave piena di grazia, il Signore con te. Tu benedetta in donne”.

Benedetta in donne si riscontra però nella seconda parte della preghiera che dice nella versione ufficiale: 

“Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù”. 

Il nome di Gesù, messo alla fine, è stato aggiunto, come l’Amen finale, dalla chiesa romana intorno al 1500 come per voler ribadire ed evidenziare una supremazia maschile.

Ma c’è di più. La frase frutto del tuo seno Gesù merita un chiarimento.

Nel credo attuale si dice: “Si è incarnato nel seno della Vergine Maria”.. Ma nell’antico credo non ci sono parole come seno, ventre e grembo. 

La frase originale è: si incarnato per mezzo dello Spirito dalla Vergine Maria

Da dove arriva quindi la parola seno? Chi l’ha introdotta?

La parola seno è stata arbitrariamente introdotta da Papa Pio X all’inizio del ‘900 sia nell’Ave Maria che nel Salve Regina. 

Nel 1970 la parola seno è stata poi trasformata in grembo al fine di uniformarla a quella degli altri testi sacri. 

Se facciamo un salto nel tempo, emerge che Gesù era nato materializzandosi direttamente dal plesso solare di Maria il che spiega come mai sia rimasta vergine anche dopo il parto e perché Lei si proclami l’Immacolata Concezione

Sempre nel Vangelo di Luca, al capitolo primo, paragrafi 41 e 42 è scritto: 

E divenne che Elisabetta udì il saluto della Mariam, il bambino balzò nella sua cavità e Elisabetta fu riempita di Spirito Santo, elevò la voce in un gran grido e proferì: “Benedetta tu in donne e benedetto il frutto della tua cavità”.

Luca non specifica di quale cavità si tratti…

Maria nella Bibbia e nel Corano 

Nella versione della Bibbia Cei del 2008, su cui si basa il nuovo dizionario della lingua italiana, presentata il 12 novembre del 2007, l’incipit del Vangelo di Luca è reso con: “Rallegrati Mariacome traduzione della parola Ave.

Dal 2010, questa versione della Bibbia è diventata obbligatoria. Tuttavia, la nuova versione, è stata applicata solamente ai passi del Vangelo e non alla preghiera dell’Ave Maria.

Oltretutto, la stessa traduzione Cei del 2008, rende il latino fructus ventris tui, con frutto del tuo grembo, parola che fa riferimento ad una donna partoriente. 

In latino però la parola ventris ha molteplici significati: seno, ventre, seno maschile pettorale, stomaco, basso intestino.

Parimenti il latino gratia plena, viene tradotto con colma di grazia. 

Un ulteriore contributo alla ricerca arriva dalla religione islamica

Il nome di Maria, Mariam in arabo, compare compare nel Corano ben 34 volte; mentre nei 4 Vangeli canonici messi insieme, compare solamente 19 volte.

Sempre nel Corano, l’Annunciazione di Maria è descritta in due punti diversi:

  1. Nella Sura terza, ai paragrafi 42-46, quando dice: “ E quando gli angeli dissero: In verità Maria, Allah ti ha eletta, ti ha purificata ed eletta fra tutte le donne del Creato. O Maria sii devota al tuo Signore, prostrati ed inclinati proprio con coloro che si inchinano.

Gli angeli poi proseguono dicendo a Zaccaria: “Ti riveliamo cose del mondo invisibile perché tu non eri con loro quando gettarono i loro calami per stabilire chi dovesse avere la custodia di Maria. 

E ancora: “ O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una parola (e questa parola è Logos) da lui proveniente, il suo nome è il Messia, Gesù, figlio di Maria. Dalla culla parlerà alla gente e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti.

Il Corano quindi conferisce e riconosce alla Vergine Maria una immensa importanza e riconosce in Gesù il Messia.

  1. Nella Sura 19 esima, al punto 16-19 dove Allah parla a Maometto, è scritto: 

“Ricorda Maria nel libro, quando si allontanò dalla sua famiglia in un luogo ad Oriente; tesa una cortina tra sé e gli altri, Le inviammo il nostro Spirito che assunse le sembianze di un uomo perfetto.

In passato, i teologi musulmani come quelli cattolici, hanno cercato di minimizzare la figura di Maria nonostante la sua manifesta importanza all’interno del Corano.

La Devozione

Ma tornando alla preghiera dell’Ave Maria, la vexata quaestio é la seguente:

Esiste una versione originale antica almeno della prima parte dell’Ave Maria?

Sembra di no. 

Il documento più antico è del secolo IV ed è stato ritrovato in Egitto nel 1917 ma non contiene al suo interno l’Ave Maria bensì contiene un insieme di affermazioni che possono essere considerate come il nucleo centrale di quella che successivamente è diventata la preghiera dell’Ave Maria. 

Anche le tradizioni antiche delle chiese, non parlano di questa preghiera; mentre le tradizioni orali si sono diffuse solo a partire dal secolo XIV in modo diverso secondo le culture locali. 

D’altra parte tutto ciò è conforme al maschilismo imperante che ha guidato l’evoluzione di tutte le chiese per secoli. 

Nonostante ciò, a livello popolare, la devozione alla Vergine Maria è molto antica anche se non documentata e il miglior modo per recitare il rosario sia semplicemente dire:

 “Ave piena di Grazia, il Signore è con te, Tu sei Benedetta tra le donne e Benedetto è il Tuo frutto” senza aggiungere altro.

Il rosario diventa così un mantra che se recitato con costanza e devozione, ci può aiutare nel trovare la giusta connessione con Lei, con Cristo e con il Padre Celeste. 

Spesso è semplificando che si trova la via più diretta per entrare nel giusto stato di coscienza, quello che serve per incontrarla dentro il nostro cuore

La Devozione non è altro che questo, aprire il Cuore e sentire quella presenza dentro di noi

E’ un contatto intimo che non può esistere senza l’essersi spogliati di tante delle sovrastrutture che ci ingabbiano quotidianamente.

Il mio augurio è che tutti possano accogliere la Sua presenza nel profondo, perché Lei è sempre stata con noi, e sempre lo sarà.