{"id":1122,"date":"2020-08-08T16:12:29","date_gmt":"2020-08-08T16:12:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dottabbate.it\/?p=1122"},"modified":"2022-02-23T11:20:02","modified_gmt":"2022-02-23T10:20:02","slug":"miriam-e-saul-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/miriam-e-saul-2006\/","title":{"rendered":"MIRIAM E SAUL (2006)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1122\" class=\"elementor elementor-1122\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-75cc8d4e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"75cc8d4e\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5ff73fd6\" data-id=\"5ff73fd6\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2b0e19f elementor-widget elementor-widget-dyncontel-featured-image\" data-id=\"2b0e19f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"dyncontel-featured-image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"dce-featured-image \"><div class=\"mask\"><div class=\"wrap-filters\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.dottabbate.com\/wp-content\/uploads\/ascension-1568162_1280.jpg\" \/><\/div><\/div><div class=\"dce-overlay\"><\/div><\/div>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-46b2ce85 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"46b2ce85\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<p><em>Queste note sono basate su notizie storiche pi\u00f9 o meno certe, ma almeno attendibili, ricavate dai testi sacri, sia canonici che apocrifi, e da testi di analisi storica, sulle memorie emerse nelle nostre riflessioni interiori, e da decine di notizie confermate molte volte, in modo del tutto indipendente, da oltre cento persone, durante le loro regressioni nella vita di duemila anni fa; queste persone, in modo del tutto indipendente, ci hanno raccontato sempre gli stessi eventi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si specifica che queste regressioni sono avvenute in pieno stato di coscienza, senza l\u2019utilizzo di alcuna tecnica, e tanto meno dell\u2019ipnotismo o di stati di trance o di alterazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Le memorie delle vicende storiche<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Maria, che in seguito venne detta Maddalena, cio\u00e8 originaria di Magdala, una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Mar di Galilea, detto anche il lago di Tiberiade, <strong>si chiamava effettivamente Miriam<\/strong>, ed era nata nel 3 a.C. circa. Era cresciuta da piccola sulle sponde di quel lago, dove sarebbero stati scelti buona parte degli Apostoli, e adolescente si era trasferita a Gerusalemme. (omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Maria di Magdala era una delle tante figlie di Sara e Giuseppe d\u2019Arimatea, membro del Sinedrio, della stirpe di David; quindi Maria era appartenente ad una famiglia ricca e importante.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanissima, come si usava allora, venne data in moglie a Saul di Tarso. I due si amavano molto e presto ebbero un figlio, al quale venne dato il nome di Marcus, cio\u00e8 Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo che Maria Maddalena se ne and\u00f2 via da casa, abbandonando il tetto coniugale, cosa proibita dalla legge ebraica, per questo motivo la Maddalena venne detta \u201cl\u2019adultera\u201d: in realt\u00e0 non aveva mai tradito suo marito, n\u00e9 compiuto alcun adulterio; aveva per\u00f2 infranto la legge, come detto, e quindi era realmente legalmente \u201cadultera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Saul nacque a Tarso, in Cilicia, importantissima citt\u00e0 sulla riva del mare di fronte a Cipro, in una data incerta, tra il 5 e il 15 a.C., da una famiglia ebrea della diaspora.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Suo padre divenne cittadino romano grazie al commercio di stoffe e di tende militari, e cos\u00ec anche Saul ebbe la cittadinanza romana. La famiglia si trasfer\u00ec a Gerusalemme, dove in giovinezza Saul frequent\u00f2 la scuola del rabbi Gamaliele il Vecchio, successore di Hillel, e fu educato secondo la profonda religiosit\u00e0 delle rigide tradizioni farisaiche (At 22,3; Fil 3,5-6).<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Maria non conosceva personalmente Ges\u00f9, ma il suo nome le era noto, cos\u00ec come i suoi molteplici miracoli. Molto probabilmente, dopo il suo trasferimento a Magdala, era venuta a conoscenza anche di molti dettagli, perch\u00e8 quel luogo si trova proprio nella zona dove lui maggiormente operava e dove aveva scelto buona parte degli Apostoli, pescatori del lago di Galilea. Quando Maria scapp\u00f2 di casa, Ges\u00f9 ormai predicava da oltre due anni. Questa, tra l\u2019altro, \u00e8 una delle prove che Maria non ha nulla a che vedere con la prostituta citata nei Vangeli. Spesso Maria di Magdala viene confusa con altre figure di donna presenti nei Vangeli, e gli errori commessi dalla Chiesa Cattolica hanno influenzato anche la tradizione popolare e certe opere cinematografiche sulla figura di Ges\u00f9. Nonostante che la stessa Chiesa Cattolica, pressata dalle evidenze storiche, sia stata costretta ad ammettere, con documenti ufficiali, le falsit\u00e0 a suo tempo divulgate, questo purtroppo non \u00e8 stato sufficiente a cancellare le dicerie ormai ben radicate nella testa di molte persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo scambio di persona \u00e8 avvenuto quando Maria viene scambiata con la peccatrice che unge i piedi a Ges\u00f9 a casa di Simone il Fariseo, probabilmente a Nain (Lu 7,36-50). Invece Maria lava e unge i piedi al Cristo, ma a casa di Simone il lebbroso, a Betania (Gv 12,1-11 Mt 26,6-13). Tra i due brani esistono le seguenti differenze fondamentali:<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Circa il primo errore, l&#8217;accostamento tra Maria Maddalena e la prostituta redenta risale a circa 500 anni dopo gli eventi narrati nei Vangeli. Nel 591, basandosi su alcune tradizioni orientali, il papa Gregorio Magno, in un suo sermone, identific\u00f2 la peccatrice citata da Luca con Maria Maddalena. Ma in realt\u00e0 questa identificazione non trova alcun riscontro nei Vangeli, tanto che nel 1969 il Vaticano riconobbe ufficialmente l&#8217;errore di Gregorio Magno.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Le considerazioni di base<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sgombrato il campo da certe confusioni, si pu\u00f2 affermare quanto segue.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 e Maria erano sposi (Filippo 32 e Gv 12, 1-11) e Ges\u00f9 baciava sulla bocca Maria in pubblico<\/p>\n\n\n\n<p>(Filippo 52-64), la qual cosa non era cos\u00ec frequente, specialmente per un \u201cprofeta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 era nel triennio 30-33 anni previsto dal sacerdozio esseno, e quindi non poteva avere rapporti procretivi con Maria, quindi ogni figlio o figlia \u00e8 leggenda. Tra l\u2019altro Ges\u00f9 risorto compare per 40 settimane agli Apostoli e alle donne, incluso Maria Maddalena; dopo avviene l\u2019ascensione. Quindi se Maria fosse stata messa incinta prima della morte di Ges\u00f9, avrebbe dovuto partorire durante questo periodo, e sicuramente questo fatto sarebbe stato registrato negli Atti degli Apostoli.<\/p>\n\n\n\n<p>La leggenda di un figlio di Ges\u00f9 \u00e8 per\u00f2 spiegabile con la presenza di Marcus, figlio di Saul e Maria, che segu\u00ec la madre in Francia e diffuse precocemente il messaggio esoterico di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Per contro, Ges\u00f9, proclamadosi il Messia e Sommo Sacerdote, secondo la cultura dell\u2019epoca doveva essere sposato, perch\u00e9 solo un uomo sposato poteva raggiungere il pieno equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Maria madre era l\u2019anima gemella di Ges\u00f9, cio\u00e8 il suo totale complemento. Prima della passione, Ges\u00f9 e Maria avevano gi\u00e0 raggiunto una perfetta unione tra loro, e di conseguenza la madre viveva tutto ci\u00f2 che viveva il figlio, e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo significa che <strong>Maria non avrebbe potuto dare alcun sostegno materiale a Ges\u00f9 durante la passione.<\/strong> Per contro Ges\u00f9 sapeva che doveva affrontare una prova fisicamente al limite delle possibilit\u00e0 umane, e che necessitava di un corpo integro per la ressurrezione, e anche se non poteva a priori conoscere tutti i dettagli, sapeva di aver bisogno di aiuto. Questo aiuto, a livello fisico, gli venne dato da Maria Maddalena, che gli rimase sempre al fianco, lo sorresse durante la salita al Calvario, gli rimargin\u00f2 le ferite, deposto dalla croce, con i suoi unguenti. Quindi Ges\u00f9 spos\u00f2 Maria<\/p>\n\n\n\n<p>Maddalena non solo perch\u00e9 l\u2019amava, ma anche per permetterle di fare tutto questo, e metterla in una posizione chiara verso i romani, che le permettesse di stare al suo fianco.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Le conseguenze teologiche e umane<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Una prima riflessione che non deriva da questi eventi, ma \u00e8 necessario fare per inquadrare il tutto, \u00e8 che Ges\u00f9 non ha lasciato alcuna nuova religione, come lui stesso ha pi\u00f9 volte detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo 5,17-20 \u00abNon pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poich\u00e9 in verit\u00e0 vi dico: finch\u00e9 non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passer\u00e0 senza che tutto sia adempiuto. Chi dunque avr\u00e0 violato uno di questi minimi comandamenti e avr\u00e0 cos\u00ec insegnato agli uomini, sar\u00e0 chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avr\u00e0 messi in pratica e insegnati sar\u00e0 chiamato grande nel regno dei cieli. Poich\u00e9 io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi Ges\u00f9 ha completato una visione della vita e di Dio, cio\u00e8 della Tor\u00e0 ebraica, utilizzando sia la tradizione esoterica (Cabal\u00e0), sia alcuni riti tradizionali (Pasqua ebraica), sia alcuni riti esseni (Nozze), cio\u00e8 utilizzando qualsiasi cosa fosse utile per raggiungere lo scopo.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 bene ricordare che Ges\u00f9 ci ha chiesto quattro opere a livello individuale, a prescindere dal nostro sesso. Queste opere sono quelle che ci conferiscono le dimensioni fondamentali di \u201cfigli degli uomini\u201d che, sulle orme di Ges\u00f9 Cristo, vogliono tornare ad essere \u201cfigli di Dio\u201d: il \u201csacerdozio\u201d, la \u201cprofezia\u201d e la nostra \u201cregalit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dice la Lumen Gentium queste sono le tre dimensioni cristologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si accetta che Ges\u00f9 non ha fondato alcuna chiesa, allora queste tre dimensioni sono anche quelle di ogni fedele che crede in Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi a fianco di ogni \u201csacerdote, profeta e re\u201d c\u2019\u00e8 una \u201csacerdotessa, profetessa e regina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 ha chiamato tutti, a livello individuale e comunitario, a fare quanto segue: Matteo 10,8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i dem\u00f2ni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cBuona novella\u201d portata da Ges\u00f9, che completa la comprensione del progetto di Dio e della Tor\u00e0, passa attraverso la diffusione del progetto a livello mondiale, non essendo pi\u00f9 il popolo dello Stato d\u2019Israele quello eletto. Questo in parte \u00e8 avvenuto proprio con il disperdere fisicamente il popolo d\u2019Israele dei pi\u00f9 reconditi angoli della Terra. Per\u00f2 \u00e8 avvenuto soprattutto attraverso la divulgazione \u201cai gentili\u201d del messagio di Ges\u00f9 Cristo. Questa opera \u00e8 stata svolta attraverso una molteplicit\u00e0 di canali, e tra questi storicamente i primi sono stati proprio la Maddalena e Paolo. Queste due figure sono complementari tra loro, quindi complementare \u00e8 stato anche il loro modo di vivere questa missione.<\/p>\n\n\n\n<p>Maddalena, ritiratasi in Francia, ha messo in opera quanto Ges\u00f9 aveva richiesto a livello individuale, senza preoccuparsi dei fatti strutturali o del lasciare chiare indicazioni teoriche, ma preferendo dare una testimonianza che \u00e8 risultata storicamente cos\u00ec forte che tuttora, dopo 2000 anni, in quelle zone ancora fa notizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo, Apostolo delle genti, ha messo in opera quanto Ges\u00f9 aveva richiesto a livello di popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La Maddalena dopo la ressurrezione<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec la Maddalena decise di andare in Francia, portando con s\u00e9 il figlio Marcus. In questo viaggio fu accompagnata da Maria Jacopa, moglie di Cleofa, sorella della Vergine, e Maria Salom\u00e8 (Elena) madre degli apostoli Giacomo e Giovanni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intera spedizione fu organizzata da Giuseppe d\u2019Arimatea, in collaborazione con l\u2019apostolo<\/p>\n\n\n\n<p>Filippo, che si un\u00ec alla spedizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati in Francia, Giuseppe e Filippo continuarono il viaggio verso nord, cosa che fece successivamente anche Marcus.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla spedizione si unirono anche altre donne, sempre del gruppo dei discepoli di Ges\u00f9, come Marta e la sua ancella Marcella.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Da Saul a Paolo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Veniamo ora a Paolo, Apostolo delle genti, che, come vedremo, mise in opera quanto Ges\u00f9 aveva richiesto a livello di popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Paolo \u00e8 molto meglio documentata di quella della Maddalena, anche se ben poco si sa della sua vita privata.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo non fu solo l\u2019uomo che mise le basi teologiche per il cambiamento, ma fu soprattutto colui che diffuse in tutto il Mediterraneo la buona novella, aprendo il mondo ebraico ai \u201cgentili\u201d e generando l\u2019idea di un \u201ccorpo mistico di Cristo\u201d fatto da un \u201cpopolo di credenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, che era stato l\u2019uomo della \u201clegge\u201d, super\u00f2 ogni schema pre-esistente, battendosi per l\u2019abolizione della circoncisione e di ogni altro rito o vincolo che potesse ostacolare la diffusione del cristianesimo. Purtroppo anche le sue parole vennero spesso male interpretate o utilizzate per creare un potere temporale che non era certo ci\u00f2 che Paolo andava predicando.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Le reincarnazioni di Maria e Saul e i Maestri Ascesi \u201cLady Nada\u201d e \u201cHilarion\u201d<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Molteplici persone si sono sentite attratte dalle figure della Maddalena e di Paolo, cos\u00ec come molteplici persone hanno pensato di essere la reincarnazione dell\u2019una o dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, mentre Ges\u00f9 e la Madonna sono in Cielo, Maddalena e Paolo sono semplicemente una donna e un uomo che hanno vissuto una esperienza particolare, ma che continuano ad incarnarsi, come tutti. Quindi la loro anima \u00e8 unica, legata sempre allo stesso corpo, e non pu\u00f2 compenetrare persone diverse. Come si pu\u00f2 spiegare tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oltre che essere anime gemelle, ci\u00f2 che unisce Maddalena e Paolo \u00e8 l\u2019essere stati penetrati dal Cristo<\/strong>. Ovviamente la Luce del Cristo \u00e8 incontenibile in qualsiasi corpo umano, neppure Ges\u00f9 pot\u00e8 contenere il Cristo prima della resurrezione, per\u00f2 almeno una parte significativa di quella Luce riusc\u00ec ad entrare in questi due individui, con due processi opposti, uno dal basso e l\u2019altro dall\u2019alto. Maria riusc\u00ec ad arrivare alla Luce attraverso Ges\u00f9, la sua vicinanza, la condivisione dell\u2019esperienza della sua passione, morte e resurrezione. La Maddalena fu una \u201cfiamma gemella\u201d di Ges\u00f9, cio\u00e8 un\u2019anima capace di vibrare allo stesso suo livello, pur non avendo lo stesso suo livello di comprensione. Una volta asceso in Cielo, Ges\u00f9, diventato Ges\u00f9 Cristo, affid\u00f2 la guida di Maria ad una Maestra ascesa, di nome Lady Nada.<\/p>\n\n\n\n<p>(omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Analoga situazione si \u00e8 verificata per Saul. (omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo, da Cristo, viene affidato al Maestro asceso detto Hilarion. Le considerazioni per Paolo sono analoghe a quelle per Maria. (omissis)<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, il legame con i Maestri interiori, se non \u00e8 vissuto in piena consapevolezza, pu\u00f2 trarre in inganno, pensando in buona fede ad una interpretazione delle sensazioni e degli eventi che non corrisponde al vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo due persone al mondo possono essere la reincarnazione di Maria e Paolo, sempre ammesso che siano attualmente entrambi incarnati. Il discernimento non pu\u00f2 avvenire attraverso le sensazioni interiori, che possono ingannare, ma deve avvenire attraverso riferimenti certi, indiscutibili, che vadano oltre ogni sensazione e siano basati su ricordi diretti di fatti non riportati in alcun documento storico.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Riferimenti a Maria Maddalena nel Nuovo Testamento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Matteo 26,6-13 Or essendo Ges\u00f9 in Betania, in casa di Simone il lebbroso, venne a lui una donna che aveva un alabastro d&#8217;olio odorifero di gran prezzo, e lo vers\u00f2 sul capo di lui che stava a tavola. Veduto ci\u00f2, i discepoli furono indignati e dissero: A che questa perdita? Poich\u00e9 quest&#8217;olio si sarebbe potuto vender caro, e il denaro darlo ai poveri. Ma Ges\u00f9, accortosene, disse loro: Perch\u00e9 date noia a questa donna? Ella ha fatto un&#8217;azione buona verso di me. Perch\u00e9 i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi avete sempre. Poich\u00e9 costei, versando quest&#8217;olio sul mio corpo, l&#8217;ha fatto in vista della mia sepoltura. In verit\u00e0 vi dico che per tutto il mondo, dovunque sar\u00e0 predicato questo evangelo, anche quello che costei ha fatto, sar\u00e0 raccontato in memoria di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo 27,54-56&nbsp; Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Ges\u00f9, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: \u00abDavvero costui era Figlio di Dio!\u00bb. C&#8217;erano anche l\u00e0 molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Ges\u00f9 dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di M\u00e0gdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebed\u00e8o.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo 27,59-61&nbsp; Giuseppe, preso il corpo di Ges\u00f9, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne and\u00f2. Erano l\u00ec, davanti al sepolcro, Maria di M\u00e0gdala e l&#8217;altra Maria.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo 28,1-10&nbsp; Passato il sabato, all&#8217;alba del primo giorno della settimana, Maria di M\u00e0gdala e l&#8217;altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accost\u00f2, rotol\u00f2 la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l&#8217;angelo disse alle donne: \u00abNon abbiate paura, voi! So che cercate Ges\u00f9 il crocifisso. Non \u00e8 qui. \u00c8 risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: \u00c8 risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; l\u00e0 lo vedrete. Ecco, io ve l&#8217;ho detto\u00bb. Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l&#8217;annunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Ges\u00f9 venne loro incontro dicendo: \u00abSalute a voi\u00bb. Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e l\u00e0 mi vedranno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco 15,39-41 Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: \u00abVeramente quest&#8217;uomo era Figlio di Dio!\u00bb. C&#8217;erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di M\u00e0gdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco 15,45-47 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo cal\u00f2 gi\u00f9 dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l&#8217;entrata del sepolcro. Intanto Maria di M\u00e0gdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco 16,1-11 Passato il sabato, Maria di M\u00e0gdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Ges\u00f9. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: \u00abChi ci rotoler\u00e0 via il masso dall&#8217;ingresso del sepolcro?\u00bb. Ma, guardando, videro che il masso era gi\u00e0 stato rotolato via, bench\u00e9 fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d&#8217;una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: \u00abNon abbiate paura! Voi cercate Ges\u00f9 Nazareno, il crocifisso. \u00c8 risorto, non \u00e8 qui. Ecco il luogo dove l&#8217;avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede<\/p>\n\n\n\n<p>in Galilea. L\u00e0 lo vedrete, come vi ha detto\u00bb. Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perch\u00e9 erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perch\u00e9 avevano paura. Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di M\u00e0gdala, dalla quale aveva cacciato sette dem\u00f2ni. Questa and\u00f2 ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca 8,1-3 In seguito egli se ne andava per le citt\u00e0 e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C&#8217;erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermit\u00e0: Maria di M\u00e0gdala, dalla quale erano usciti sette dem\u00f2ni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca 24,1-11 Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con s\u00e9 gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Ges\u00f9. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: \u00abPerch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo? Non \u00e8 qui, \u00e8 risuscitato. Ricordatevi come vi parl\u00f2 quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell&#8217;uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno\u00bb. Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di M\u00e0gdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni 11,1-2 Era allora malato un certo Lazzaro di Bet\u00e0nia, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni 12,1-8 Sei giorni prima della Pasqua, Ges\u00f9 and\u00f2 a Bet\u00e0nia, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Ges\u00f9 e li asciug\u00f2 con i suoi capelli, e tutta la casa si riemp\u00ec del profumo dell&#8217;unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 quest&#8217;olio profumato non si \u00e8 venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?\u00bb. Questo egli disse non perch\u00e9 gl&#8217;importasse dei poveri, ma perch\u00e9 era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Ges\u00f9 allora disse: \u00abLasciala fare, perch\u00e9 lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni 19,25 Stavano presso la croce di Ges\u00f9 sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cl\u00e8ofa e Maria di M\u00e0gdala.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni 20,1-18 Nel giorno dopo il sabato, Maria di M\u00e0gdala si rec\u00f2 al sepolcro di buon mattino, quand&#8217;era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e and\u00f2 da Simon Pietro e dall&#8217;altro discepolo, quello che Ges\u00f9 amava, e disse loro: \u00abHanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l&#8217;hanno posto!\u00bb. Usc\u00ec allora Simon Pietro insieme all&#8217;altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l&#8217;altro discepolo corse pi\u00f9 veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entr\u00f2. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entr\u00f2 nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entr\u00f2 anche l&#8217;altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cio\u00e8 doveva risuscitare dai morti. I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava all&#8217;esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chin\u00f2 verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l&#8217;uno dalla parte del capo e l&#8217;altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Ges\u00f9. Ed essi le dissero: \u00abDonna, perch\u00e9 piangi?\u00bb. Rispose loro: \u00abHanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto\u00bb. Detto questo, si volt\u00f2 indietro e vide Ges\u00f9 che stava l\u00ec in piedi; ma non sapeva che era Ges\u00f9. Le disse Ges\u00f9: \u00abDonna, perch\u00e9 piangi? Chi cerchi?\u00bb. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: \u00abSignore, se l&#8217;hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andr\u00f2 a prenderlo\u00bb. Ges\u00f9 le disse: \u00abMaria!\u00bb. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: \u00abRabbun\u00ec!\u00bb, che significa: Maestro! Ges\u00f9 le disse: \u00abNon mi trattenere, perch\u00e9 non sono ancora salito al Padre; ma va&#8217; dai miei fratelli e di&#8217; loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro\u00bb. Maria di M\u00e0gdala and\u00f2 subito ad annunziare ai discepoli:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo visto il Signore\u00bb e anche ci\u00f2 che le aveva detto.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Riferimenti a Maria Maddalena nei Vangeli Apocrifi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Filippo 32 Erano tre (Maria), che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e la Maddalena, che \u00e8 detta sua consorte. Infatti era &#8220;Maria&#8221;: sua sorella, sua madre e la sua consorte.<\/p>\n\n\n\n<p>Filippo 55-64 La Sofia, che \u00e8 chiamata sterile, \u00e8 la madre degli angeli. La consorte di Cristo \u00e8 Maria Maddalena. Il Signore amava Maria pi\u00f9 di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla bocca. Gli altri discepoli allora dissero: &#8220;Perch\u00e9 ami lei pi\u00f9 di tutti noi? &#8220;Il Salvatore rispose e disse loro: &#8220;Perch\u00e9, non amo voi tutti come lei? Un cieco e un uomo che vede, quando sono tutti e due nelle tenebre, non sono differenti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Ma quando viene la luce, allora quello che vede vedr\u00e0 la luce e quello che \u00e8 cieco rimarr\u00e0 nelle tenebre. Il Signore ha detto: &#8220;Beato colui che era, prima di venire al mondo! Perch\u00e9 chi \u00e8, lo era e lo sar\u00e0. La superiorit\u00e0 dell&#8217;uomo non \u00e8 manifesta, ma \u00e8 nel segreto. Per questo egli \u00e8 il signore degli animali che sono pi\u00f9 forti di lui, che sono grandi secondo ci\u00f2 che \u00e8 manifesto e secondo ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, ed \u00e8 lui a dar loro il sostentamento. Infatti se l&#8217;uomo si separa da loro, essi si uccidono e si mordono tra di loro. Essi si sono divorati l&#8217;un l&#8217;altro finch\u00e9 non hanno trovato cibo. Ma ora hanno trovato cibo, perch\u00e9 l&#8217;uomo ha lavorato la terra. Se qualcuno scende nell&#8217;acqua e ne esce fuori senza aver ricevuto nulla e dice: &#8220;Io sono cristiano, &#8220;egli si \u00e8 appropriato il nome; ma se egli riceve lo Spirito Santo, ha il dono del nome. Chi ha avuto il dono, non ne \u00e8 pi\u00f9 privato; ma chi se l&#8217;\u00e8 appropriato, gli viene tolto. Questo \u00e8 quanto succede per il matrimonio. Se qualcuno entra nell&#8217;esistenza per un mistero, il mistero del matrimonio e grande. Poich\u00e9 senza di esso il mondo non sarebbe. Infatti la consistenza del mondo \u00e8 l&#8217;uomo (emanazione divina), e la consistenza dell&#8217;uomo \u00e8 il matrimonio (nel congiungimento spirituale). Abbiate presente l&#8217;accoppiamento immacolato, perch\u00e9 esso ha grande potenza. La sua immagine \u00e8 nella congiunzione carnale. Tra gli spiriti impuri ve ne sono di maschili e di femminili. I maschili sono quelli che si congiungono alle anime che abitano in un corpo di femmina; i femminili sono quelli che si congiungono alle anime che sono in un corpo di uomo. Perch\u00e9 essi sono separati. E nessuno potr\u00e0 loro sfuggire, quando essi lo posseggono, a meno che egli non riceva un potere maschile o femminile, cio\u00e8 di sposo o di sposa. Ora, questo lo riceve in immagine dalla camera nuziale. Quando le femmine sciocche vedono un maschio seduto da solo, balzano su di lui, scherzano con lui e lo seducono. Ugualmente gli uomini sciocchi, quando vedono una bella donna seduta da sola, la lusingano e le fanno pressione, perch\u00e9 desiderano possederla. Ma se essi vedono un uomo con la moglie, seduti vicino, le femmine non possono andare dall&#8217;uomo e gli uomini non possono andare dalla femmina. La stessa cosa \u00e8, se l&#8217;immagine e l&#8217;angelo si uniscono insieme (innalzamento spirituale): non c&#8217;\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di andare verso l&#8217;uomo o verso la donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Colui che esce dal mondo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere trattenuto, per essere stato nel mondo. \u00c8 manifesto che egli si \u00e8 elevato al di sopra dei desideri, della morte e della paura. Egli \u00e8 il signore della natura, egli \u00e8 superiore alla gelosia. Ma se queste cose ci sono, lo posseggono e lo soffocano. E come potr\u00e0 essere in grado di sfuggire loro?<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso vengono di quelli che dicono: &#8221; Noi siamo credenti &#8221; per sfuggire agli spiriti impuri e ai demoni. Perch\u00e9, se avessero ricevuto lo spirito santo, non ci sarebbero stati spiriti impuri che si congiungessero con loro. Non temere la carne e non amarla. Se la temi, essa ti dominer\u00e0. Se l&#8217;ami, essa ti divorer\u00e0 e ti soffocher\u00e0. O si \u00e8 nel mondo o nella resurrezione o nei luoghi intermedi. Purch\u00e9 non mi succeda di essere trovato in questi! In questo mondo c&#8217;\u00e8 del buono e del cattivo. Quello che c&#8217;\u00e8 di buono non \u00e8 tutto buono, e quello che c&#8217;\u00e8 di cattivo non \u00e8 tutto cattivo. Ma oltre questo mondo c&#8217;\u00e8 qualcosa di cattivo che \u00e8 veramente cattivo, e cio\u00e8 quello che si chiama l&#8217; &#8220;Intermedio&#8221;. Esso \u00e8 la morte. Mentre siamo in questo mondo, \u00e8 necessario acquistare per noi la resurrezione, cosicch\u00e9, quando ci spogliamo della carne, possiamo essere trovati nella Quiete (beatitudine celeste) e non andiamo errando nell&#8217;Intermedio. Vi sono molti, infatti, che si smarriscono durante il cammino. Ed \u00e8 bene, pertanto, uscire dal mondo prima che l&#8217;uomo abbia peccato. Vi sono taluni che n\u00e9 vogliono n\u00e9 possono. Invece altri, se vogliono, non ne hanno alcun profitto, perch\u00e9 non hanno agito. Infatti il volere soltanto li rende peccatori come il non-volere e il non-agire.<\/p>\n\n\n\n<p>Nicodemo All&#8217;alba del giorno del Signore, Maria Maddalena, discepola del Signore, che per timore degli Ebrei &#8211; che bruciavano d&#8217;ira, &#8211; non avendo fatto alla tomba del Signore quanto solevano fare le donne per i morti da loro amati, prese con s\u00e9 le amiche e and\u00f2 alla tomba dove era stato posto. Esse temevano di essere viste dagli Ebrei, e dicevano: &#8220;Se nel giorno in cui fu crocifisso non abbiamo potuto piangere e lamentarci battendoci il petto, facciamolo ora almeno alla sua tomba. &#8230; Quando giunsero, trovarono il sepolcro aperto. Avvicinatesi, si chinarono e videro un giovane seduto in mezzo al sepolcro: era bello e vestito di una risplendentissima stola; disse loro: &#8220;Perch\u00e9 siete venute? Chi cercate? Quello, forse, che fu crocifisso? E&#8217; risorto e se n&#8217;\u00e8 andato. Se non ci credete, chinatevi e guardate il luogo dove giaceva: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9! E&#8217; infatti risorto e se n&#8217;\u00e8 andato l\u00e0 donde era stato mandato&#8221;. Allora le donne fuggirono impaurite. Era l&#8217;ultimo giorno degli azzimi. &#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro 50-58&nbsp; All&#8217;alba del giorno del Signore, Maria Maddalena, discepola del Signore, che per timore degli Ebrei, che bruciavano d&#8217;ira, non avendo fatto alla tomba del Signore quanto solevano fare le donne per i morti da loro amati, prese con s\u00e9 le amiche e and\u00f2 alla tomba dove era stato posto. Esse temevano di essere viste dagli Ebrei, e dicevano: &#8220;Se nel giorno in cui fu crocifisso non abbiamo potuto piangere e lamentarci battendoci il petto, facciamolo ora almeno alla sua tomba. Ma chi ci rotoler\u00e0 la pietra posta sulla porta della tomba, affinch\u00e9 possiamo entrare, sederci attorno a lui e compiere il nostro debito? Grande, infatti, era la pietra e temiamo che qualcuno ci veda. Se non possiamo, deponiamo almeno sulla porta ci\u00f2 che portiamo in sua memoria: piangeremo e ci lamenteremo percuotendoci il petto fino a quando ritorneremo a casa nostra&#8221;. Quando giunsero, trovarono il sepolcro aperto. Avvicinatesi, si chinarono e videro un giovane seduto in mezzo al sepolcro: era bello e vestito di una risplendentissima stola; disse loro: &#8220;Perch\u00e9 siete venute? Chi cercate? Quello, forse, che fu crocifisso? E&#8217; risorto e se n&#8217;\u00e8 andato. Se non ci credete, chinatevi e guardate il luogo dove giaceva: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9! E&#8217; infatti risorto e se n&#8217;\u00e8 andato l\u00e0 donde era stato mandato&#8221;. Allora le donne fuggirono impaurite. Era l&#8217;ultimo giorno degli azzimi. Molti se ne andavano via e ritornavano alle proprie case: la festa era finita.<\/p>\n\n\n\n<h4><strong>Riferimenti a Saul(o) \u2013 San Paolo nel Nuovo Testamento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Atti 7,57-59 Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della citt\u00e0 e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E cos\u00ec lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: \u00abSignore Ges\u00f9, accogli il mio spirito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 8,1-3 Saulo era fra coloro che approvarono la sua uccisione. In quel giorno scoppi\u00f2 una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Persone pie seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui. Saulo intanto infuriava contro la Chiesa ed entrando nelle case prendeva uomini e donne e li faceva mettere in prigione.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 9,1-30 Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si present\u00f2 al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all&#8217;improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra ud\u00ec una voce che gli diceva: \u00abSaulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti?\u00bb. Rispose: \u00abChi sei, o Signore?\u00bb. E la voce: \u00abIo sono Ges\u00f9, che tu perseguiti! Ors\u00f9, alzati ed entra nella citt\u00e0 e ti sar\u00e0 detto ci\u00f2 che devi fare\u00bb. Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alz\u00f2 da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Cos\u00ec, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere n\u00e9 cibo n\u00e9 bevanda. Ora c&#8217;era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione gli disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnania!\u00bb. Rispose: \u00abEccomi, Signore!\u00bb. E il Signore a lui: \u00abSu, va&#8217; sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani perch\u00e9 ricuperi la vista\u00bb. Rispose Anania: \u00abSignore, riguardo a quest&#8217;uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. Inoltre ha l&#8217;autorizzazione dai sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome\u00bb. Ma il Signore disse: \u00abVa&#8217;, perch\u00e9 egli \u00e8 per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; e io gli mostrer\u00f2 quanto dovr\u00e0 soffrire per il mio nome\u00bb. Allora Anania and\u00f2, entr\u00f2 nella casa, gli impose le mani e disse: \u00abSaulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Ges\u00f9, che ti \u00e8 apparso sulla via per la quale venivi, perch\u00e9 tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo\u00bb. E improvvisamente gli caddero dagli occhi come delle squame e ricuper\u00f2 la vista; fu subito battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, e subito nelle sinagoghe proclamava Ges\u00f9 Figlio di Dio. E tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: \u00abMa costui non \u00e8 quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in catene dai sommi sacerdoti?\u00bb. Saulo frattanto si rinfrancava sempre pi\u00f9 e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo. Trascorsero cos\u00ec parecchi giorni e i Giudei fecero un complotto per ucciderlo; ma i loro piani vennero a conoscenza di Saulo. Essi facevano la guardia anche alle porte della citt\u00e0 di giorno e di notte per sopprimerlo; ma i suoi discepoli di notte lo presero e lo fecero discendere dalle mura, calandolo in una cesta. Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo. Allora Barnaba lo prese con s\u00e9, lo present\u00f2 agli apostoli e raccont\u00f2 loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Ges\u00f9. Cos\u00ec egli pot\u00e8 stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando apertamente nel nome del Signore e parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. Venutolo per\u00f2 a sapere i fratelli, lo condussero a Cesar\u00e8a e lo fecero partire per Tarso.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 11,25-30 Barnaba poi part\u00ec alla volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia. Rimasero insieme un anno intero in quella comunit\u00e0 e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani. In questo tempo alcuni profeti scesero ad Antiochia da Gerusalemme. E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi in piedi, annunzi\u00f2 per impulso dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la terra. Ci\u00f2 che di fatto avvenne sotto l&#8217;impero di Claudio. Allora i discepoli si accordarono, ciascuno secondo quello che possedeva, di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea; questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Barnaba e Saulo.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 12,25 Barnaba e Saulo poi, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme prendendo con loro Giovanni, detto anche Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 13,1-21 C&#8217;erano nella comunit\u00e0 di Antiochia profeti e dottori: Barnaba, Simeone soprannominato Niger, Lucio di Cir\u00e8ne, Mana\u00e8n, compagno d&#8217;infanzia di Erode tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: \u00abRiservate per me Barnaba e Saulo per l&#8217;opera alla quale li ho chiamati\u00bb. Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Sel\u00e8ucia e di qui salparono verso Cipro. Giunti a Salamina cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante. Attraversata tutta l&#8217;isola fino a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Iesus, al seguito del proconsole Sergio Paolo, persona di senno, che aveva fatto chiamare a s\u00e9 Barnaba e Saulo e desiderava ascoltare la parola di Dio. Ma Elimas, il mago, &#8211; ci\u00f2 infatti significa il suo nome &#8211; faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede. Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, fiss\u00f2 gli occhi su di lui e disse: \u00abO uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore? Ecco la mano del Signore \u00e8 sopra di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il sole\u00bb. Di colpo piomb\u00f2 su di lui oscurit\u00e0 e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano. Quando vide l&#8217;accaduto, il proconsole credette, colpito dalla dottrina del Signore. Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separ\u00f2 da loro e ritorn\u00f2 a Gerusalemme. Essi invece proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiochia di Pisidia ed entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!\u00bb. Si alz\u00f2 Paolo e fatto cenno con la mano disse: \u00abUomini di Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d&#8217;Israele scelse i nostri padri ed esalt\u00f2 il popolo durante il suo esilio in terra d&#8217;Egitto, e con braccio potente li condusse via di l\u00e0. Quindi, dopo essersi preso cura di loro per circa quarant&#8217;anni nel deserto, distrusse sette popoli nel paese di Canaan e concesse loro in eredit\u00e0 quelle terre, per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei Giudici, fino al profeta Samuele. Allora essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, della trib\u00f9 di Beniamino, per quaranta anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 13,43-52 Sciolta poi l&#8217;assemblea, molti Giudei e proseliti credenti in Dio seguirono Paolo e Barnaba ed essi, intrattenendosi con loro, li esortavano a perseverare nella grazia di Dio. Il sabato seguente quasi tutta la citt\u00e0 si radun\u00f2 per ascoltare la parola di Dio. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: \u00abEra necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poich\u00e9 la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. Cos\u00ec infatti ci ha ordinato il Signore: \u00abIo ti ho posto come luce per le genti, perch\u00e9 tu porti la salvezza sino all&#8217;estremit\u00e0 della terra\u00bb. Nell&#8217;udir ci\u00f2, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna. La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le donne pie di alto rango e i notabili della citt\u00e0 e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba e li scacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Ic\u00f2nio, mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 14,8-20 C&#8217;era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava il discorso di Paolo e questi, fissandolo con lo sguardo e notando che aveva fede di esser risanato, disse a gran voce: \u00abAlzati diritto in piedi!\u00bb. Egli fece un balzo e si mise a camminare. La gente allora, al vedere ci\u00f2 che Paolo aveva fatto, esclam\u00f2 in dialetto licaonio e disse: \u00abGli d\u00e8i sono scesi tra di noi in figura umana!\u00bb. E chiamavano Barnaba Zeus e Paolo Hermes, perch\u00e9 era lui il pi\u00f9 eloquente. Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all&#8217;ingresso della citt\u00e0, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. Sentendo ci\u00f2, gli apostoli Barnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: \u00abCittadini, perch\u00e9 fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi predichiamo di convertirvi da queste vanit\u00e0 al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la sua strada; ma non ha cessato di dar prova di s\u00e9 beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendovi il cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori\u00bb. E cos\u00ec dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall&#8217;offrire loro un sacrificio. Ma giunsero da Antiochia e da Ic\u00f2nio alcuni Giudei, i quali trassero dalla loro parte la folla; essi presero Paolo a sassate e quindi lo trascinarono fuori della citt\u00e0, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli, alzatosi, entr\u00f2 in citt\u00e0. Il giorno dopo part\u00ec con Barnaba alla volta di Derbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 15,1-4 Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: \u00abSe non vi fate circoncidere secondo l&#8217;uso di Mos\u00e8, non potete esser salvi\u00bb. Poich\u00e9 Paolo e Barnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro andassero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, scortati per un tratto dalla comunit\u00e0, attraversarono la Fenicia e la Samaria raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono tutto ci\u00f2 che Dio aveva compiuto per mezzo loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 15:12 Tutta l&#8217;assemblea tacque e stettero ad ascoltare Barnaba e Paolo che riferivano quanti miracoli e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 15,22-41 Allora gli apostoli, gli anziani e tutta la Chiesa decisero di eleggere alcuni di loro e di inviarli ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba: Giuda chiamato Barsabba e Sila, uomini tenuti in grande considerazione tra i fratelli. E consegnarono loro la seguente lettera: \u00abGli apostoli e gli anziani ai fratelli di Antiochia, di Siria e di Cilicia che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni da parte nostra, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con i loro discorsi sconvolgendo i vostri animi. Abbiamo perci\u00f2 deciso tutti d&#8217;accordo di eleggere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Barnaba e Paolo, uomini che hanno votato la loro vita al nome del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Abbiamo mandato dunque Giuda e Sila, che vi riferiranno anch&#8217;essi queste stesse cose a voce. Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenervi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla impudicizia. Farete cosa buona perci\u00f2 a guardarvi da queste cose. State bene\u00bb. Essi allora, congedatisi, discesero ad Antiochia e riunita la comunit\u00e0 consegnarono la lettera. Quando l&#8217;ebbero letta, si rallegrarono per l&#8217;incoraggiamento che infondeva. Giuda e Sila, essendo anch&#8217;essi profeti, parlarono molto per incoraggiare i fratelli e li fortificarono. Dopo un certo tempo furono congedati con auguri di pace dai fratelli, per tornare da quelli che li avevano inviati. &#8230; Paolo invece e Barnaba rimasero ad Antiochia, insegnando e annunziando, insieme a molti altri, la parola del Signore. Dopo alcuni giorni Paolo disse a Barnaba: \u00abRitorniamo a far visita ai fratelli in tutte le citt\u00e0 nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno\u00bb. Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l&#8217;uno dall&#8217;altro; Barnaba, prendendo con s\u00e9 Marco, s&#8217;imbarc\u00f2 per Cipro. Paolo invece scelse Sila e part\u00ec, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore. E attraversando la Siria e la Cilicia, dava nuova forza alle comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 16 Paolo si rec\u00f2 a Derbe e a Listra. C&#8217;era qui un discepolo chiamato Tim\u00f2teo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco; egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Ic\u00f2nio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Percorrendo le citt\u00e0, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perch\u00e9 le osservassero. Le comunit\u00e0 intanto si andavano fortificando nella fede e crescevano di numero ogni giorno. Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Ges\u00f9 non lo permise loro; cos\u00ec, attraversata la Misia, discesero a Troade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava davanti un Macedone e lo supplicava: \u00abPassa in Macedonia e aiutaci!\u00bb. Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chiamati ad annunziarvi la parola del Signore. Salpati da Troade, facemmo vela verso Samotracia e il giorno dopo verso Neapoli e di qui a Filippi, colonia romana e citt\u00e0 del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa citt\u00e0 alcuni giorni; il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera, e sedutici rivolgevamo la parola alle donne col\u00e0 riunite. C&#8217;era ad ascoltare anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della citt\u00e0 di Ti\u00e0tira, una credente in Dio, e il Signore le apr\u00ec il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo esser stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invit\u00f2: \u00abSe avete giudicato ch&#8217;io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa\u00bb. E ci costrinse ad accettare. Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l&#8217;indovina. Essa seguiva Paolo e noi gridando: \u00abQuesti uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza\u00bb. Questo fece per molti giorni finch\u00e9 Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: \u00abIn nome di Ges\u00f9 Cristo ti ordino di partire da lei\u00bb. E lo spirito part\u00ec all&#8217;istante. Ma vedendo i padroni che era partita anche la speranza del loro guadagno, presero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza principale davanti ai capi della citt\u00e0; presentandoli ai magistrati dissero: \u00abQuesti uomini gettano il disordine nella nostra citt\u00e0; sono Giudei e predicano usanze che a noi Romani non \u00e8 lecito accogliere n\u00e9 praticare\u00bb. La folla allora insorse contro di loro, mentre i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e dopo averli caricati di colpi, li gettarono in prigione e ordinarono al carceriere di far buona guardia. Egli, ricevuto quest&#8217;ordine, li gett\u00f2 nella cella pi\u00f9 interna della prigione e strinse i loro piedi nei ceppi. Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. D&#8217;improvviso venne un terremoto cos\u00ec forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti. Il carceriere si svegli\u00f2 e vedendo aperte le porte della prigione, tir\u00f2 fuori la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gli grid\u00f2 forte: \u00abNon farti del male, siamo tutti qui\u00bb. Quegli allora chiese un lume, si precipit\u00f2 dentro e tremando si gett\u00f2 ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: \u00abSignori, cosa devo fare per esser salvato?\u00bb. Risposero: \u00abCredi nel Signore Ges\u00f9 e sarai salvato tu e la tua famiglia\u00bb. E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lav\u00f2 le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchi\u00f2 la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio. Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: \u00abLibera quegli uomini!\u00bb. Il carceriere annunzi\u00f2 a Paolo questo messaggio: \u00abI magistrati hanno ordinato di lasciarvi andare! Potete dunque uscire e andarvene in pace\u00bb. Ma Paolo disse alle guardie: \u00abCi hanno percosso in pubblico e senza processo, sebbene siamo cittadini romani, e ci hanno gettati in prigione; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano di persona a condurci fuori!\u00bb. E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All&#8217;udire che erano cittadini romani, si spaventarono; vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di partire dalla citt\u00e0. Usciti dalla prigione, si recarono a casa di Lidia dove, incontrati i fratelli, li esortarono e poi partirono.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 17 Seguendo la via di Anfipoli e Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c&#8217;era una sinagoga dei Giudei. Come era sua consuetudine Paolo vi and\u00f2 e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture, spiegandole e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti; il Cristo, diceva, \u00e8 quel Ges\u00f9 che io vi annunzio. Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un buon numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobilt\u00e0. Ma i Giudei, ingelositi, trassero dalla loro parte alcuni pessimi individui di piazza e, radunata gente, mettevano in subbuglio la citt\u00e0. Presentatisi alla casa di Giasone, cercavano Paolo e Sila per condurli davanti al popolo. Ma non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai capi della citt\u00e0 gridando: \u00abQuei tali che mettono il mondo in agitazione sono anche qui e Giasone li ha ospitati. Tutti costoro vanno contro i decreti dell&#8217;imperatore, affermando che c&#8217;\u00e8 un altro re, Ges\u00f9\u00bb. Cos\u00ec misero in agitazione la popolazione e i capi della citt\u00e0 che udivano queste cose; tuttavia, dopo avere ottenuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li rilasciarono. Ma i fratelli subito, durante la notte, fecero partire Paolo e Sila verso Ber\u00e8a. Giunti col\u00e0 entrarono nella sinagoga dei Giudei. Questi erano di sentimenti pi\u00f9 nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero cos\u00ec. Molti di loro credettero e anche alcune donne greche della nobilt\u00e0 e non pochi uomini. Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che anche a Ber\u00e8a era stata annunziata da Paolo la parola di Dio, andarono anche col\u00e0 ad agitare e sobillare il popolo. Allora i fratelli fecero partire subito Paolo per la strada verso il mare, mentre Sila e Tim\u00f2teo rimasero in citt\u00e0. Quelli che scortavano Paolo lo accompagnarono fino ad Atene e se ne ripartirono con l&#8217;ordine per Sila e Tim\u00f2teo di raggiungerlo al pi\u00f9 presto. Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva nel suo spirito al vedere la citt\u00e0 piena di idoli. Discuteva frattanto nella sinagoga con i Giudei e i pagani credenti in Dio e ogni giorno sulla piazza principale con quelli che incontrava. Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui e alcuni dicevano: \u00abChe cosa vorr\u00e0 mai insegnare questo ciarlatano?\u00bb. E altri: \u00abSembra essere un annunziatore di divinit\u00e0 straniere\u00bb; poich\u00e9 annunziava Ges\u00f9 e la risurrezione. Presolo con s\u00e9, lo condussero sull&#8217;Are\u00f2pago e dissero: \u00abPossiamo dunque sapere qual \u00e8 questa nuova dottrina predicata da te? Cose strane per vero ci metti negli orecchi; desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta\u00bb. Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri col\u00e0 residenti non avevano passatempo pi\u00f9 gradito che parlare e sentir parlare. Allora Paolo, alzatosi in mezzo all&#8217;Are\u00f2pago, disse: \u00abCittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli d\u00e8i. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un&#8217;ara con l&#8217;iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ci\u00f2 che contiene, che \u00e8 signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell&#8217;uomo n\u00e9 dalle mani dell&#8217;uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che d\u00e0 a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli cre\u00f2 da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perch\u00e9 abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l&#8217;ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perch\u00e9 cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, bench\u00e9 non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poich\u00e9 di lui stirpe noi siamo. Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinit\u00e0 sia simile all&#8217;oro, all&#8217;argento e alla pietra, che porti l&#8217;impronta dell&#8217;arte e dell&#8217;immaginazione umana. Dopo esser passato sopra ai tempi dell&#8217;ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poich\u00e9 egli ha stabilito un giorno nel quale dovr\u00e0 giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti\u00bb. Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: \u00abTi sentiremo su questo un&#8217;altra volta\u00bb. Cos\u00ec Paolo usc\u00ec da quella riunione. Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell&#8217;Are\u00f2pago, una donna di nome D\u00e0maris e altri con loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 18,1-19 Dopo questi fatti Paolo lasci\u00f2 Atene e si rec\u00f2 a Corinto. Qui trov\u00f2 un Giudeo chiamato Aquila, oriundo del Ponto, arrivato poco prima dall&#8217;Italia con la moglie Priscilla, in seguito all&#8217;ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si rec\u00f2 da loro e poich\u00e9 erano del medesimo mestiere, si stabil\u00ec nella loro casa e lavorava. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e<\/p>\n\n\n\n<p>Greci. Quando giunsero dalla Macedonia Sila e Tim\u00f2teo, Paolo si dedic\u00f2 tutto alla predicazione, affermando davanti ai Giudei che Ges\u00f9 era il Cristo. Ma poich\u00e9 essi gli si opponevano e bestemmiavano, scuotendosi le vesti, disse: \u00abIl vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente; da ora in poi io andr\u00f2 dai pagani\u00bb. E andatosene di l\u00e0, entr\u00f2 nella casa di un tale chiamato Tizio Giusto, che onorava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga. Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si facevano battezzare. E una notte in visione il Signore disse a Paolo: \u00abNon aver paura, ma continua a parlare e non tacere, perch\u00e9 io sono con te e nessuno cercher\u00e0 di farti del male, perch\u00e9 io ho un popolo numeroso in questa citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Paolo si ferm\u00f2 un anno e mezzo, insegnando fra loro la parola di Dio.Mentre era proconsole dell&#8217;Acaia Gallione, i Giudei insorsero in massa contro Paolo e lo condussero al tribunale dicendo: \u00abCostui persuade la gente a rendere un culto a Dio in modo contrario alla legge\u00bb. Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: \u00abSe si trattasse di un delitto o di un&#8217;azione malvagia, o Giudei, io vi ascolterei, come di ragione. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra legge, vedetevela voi; io non voglio essere giudice di queste faccende\u00bb. E li fece cacciare dal tribunale. Allora tutti afferrarono S\u00f2stene, capo della sinagoga, e lo percossero davanti al tribunale ma Gallione non si curava affatto di tutto ci\u00f2. Paolo si trattenne ancora parecchi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s&#8217;imbarc\u00f2 diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era fatto tagliare i capelli a causa di un voto che aveva fatto. Giunsero a Efeso, dove lasci\u00f2 i due coniugi, ed entrato nella sinagoga si mise a discutere con i Giudei.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 19,1-32 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell&#8217;altopiano, giunse a Efeso. Qui trov\u00f2 alcuni discepoli e disse loro: \u00abAvete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?\u00bb. Gli risposero: \u00abNon abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo\u00bb. Ed egli disse: \u00abQuale battesimo avete ricevuto?\u00bb. \u00abIl battesimo di Giovanni\u00bb, risposero. Disse allora Paolo: \u00abGiovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cio\u00e8 in Ges\u00f9\u00bb. Dopo aver udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Ges\u00f9 e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano. Erano in tutto circa dodici uomini. Entrato poi nella sinagoga, vi pot\u00e8 parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori circa il regno di Dio. Ma poich\u00e9 alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere dicendo male in pubblico di questa nuova dottrina, si stacc\u00f2 da loro separando i discepoli e continu\u00f2 a discutere ogni giorno nella scuola di un certo Tiranno. Questo dur\u00f2 due anni, col risultato che tutti gli abitanti della provincia d&#8217;Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore. Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo, al punto che si mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano. Alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare anch&#8217;essi il nome del Signore Ges\u00f9 sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: \u00abVi scongiuro per quel Ges\u00f9 che Paolo predica\u00bb. Facevano questo sette figli di un certo Sceva, un sommo sacerdote giudeo. Ma lo spirito cattivo rispose loro: \u00abConosco Ges\u00f9 e so chi \u00e8 Paolo, ma voi chi siete?\u00bb. E l&#8217;uomo che aveva lo spirito cattivo, slanciatosi su di loro, li afferr\u00f2 e li tratt\u00f2 con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Efeso e tutti furono presi da timore e si magnificava il nome del Signore Ges\u00f9. Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche e un numero considerevole di persone che avevano esercitato le arti magiche portavano i propri libri e li bruciavano alla vista di tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e trovarono che era di cinquantamila dramme d&#8217;argento. Cos\u00ec la parola del Signore cresceva e si rafforzava. Dopo questi fatti, Paolo si mise in animo di attraversare la Macedonia e l&#8217;Acaia e di recarsi a Gerusalemme dicendo: \u00abDopo essere stato l\u00e0 devo vedere anche Roma\u00bb. Inviati allora in Macedonia due dei suoi aiutanti, Tim\u00f2teo ed Erasto, si trattenne ancora un po&#8217; di tempo nella provincia di Asia. Verso quel tempo scoppi\u00f2 un gran tumulto riguardo alla nuova dottrina. Un tale, chiamato Demetrio, argentiere, che fabbricava tempietti di Art\u00e8mide in argento e procurava in tal modo non poco guadagno agli artigiani, li radun\u00f2 insieme agli altri che si occupavano di cose del genere e disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCittadini, voi sapete che da questa industria proviene il nostro benessere; ora potete osservare e sentire come questo Paolo ha convinto e sviato una massa di gente, non solo di Efeso, ma si pu\u00f2 dire di tutta l&#8217;Asia, affermando che non sono d\u00e8i quelli fabbricati da mani d&#8217;uomo. Non soltanto c&#8217;\u00e8 il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Art\u00e8mide non venga stimato pi\u00f9 nulla e venga distrutta la grandezza di colei che l&#8217;Asia e il mondo intero adorano\u00bb. All&#8217;udire ci\u00f2 s&#8217;infiammarono d&#8217;ira e si misero a gridare: \u00abGrande \u00e8 l&#8217;Art\u00e8mide degli Efesini!\u00bb. Tutta la citt\u00e0 fu in subbuglio e tutti si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con s\u00e9 Gaio e Aristarco mac\u00e8doni, compagni di viaggio di Paolo. Paolo voleva presentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero. Anche alcuni dei capi della provincia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro. Intanto, chi gridava una cosa, chi un&#8217;altra; l&#8217;assemblea era confusa e i pi\u00f9 non sapevano il motivo per cui erano accorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 20 Appena cessato il tumulto, Paolo mand\u00f2 a chiamare i discepoli e, dopo averli incoraggiati, li salut\u00f2 e si mise in viaggio per la Macedonia. Dopo aver attraversato quelle regioni, esortando con molti discorsi i fedeli, arriv\u00f2 in Grecia. Trascorsi tre mesi, poich\u00e9 ci fu un complotto dei Giudei contro di lui, mentre si apprestava a salpare per la Siria, decise di far ritorno attraverso la Macedonia. Lo accompagnarono S\u00f2patro di Ber\u00e8a, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derbe e Tim\u00f2teo, e gli asiatici T\u00ecchico e Tr\u00f2fimo. Questi per\u00f2, partiti prima di noi ci attendevano a Troade; noi invece salpammo da Filippi dopo i giorni degli Azzimi e li raggiungemmo in capo a cinque giorni a Troade dove ci trattenemmo una settimana. Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane e Paolo conversava con loro; e poich\u00e9 doveva partire il giorno dopo, prolung\u00f2 la conversazione fino a mezzanotte. C&#8217;era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove eravamo riuniti; un ragazzo chiamato Eutico, che stava seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e venne raccolto morto. Paolo allora scese gi\u00f9, si gett\u00f2 su di lui, lo abbracci\u00f2 e disse: \u00abNon vi turbate; \u00e8 ancora in vita!\u00bb. Poi risal\u00ec, spezz\u00f2 il pane e ne mangi\u00f2 e dopo aver parlato ancora molto fino all&#8217;alba, part\u00ec. Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo, e si sentirono molto consolati. Noi poi, che eravamo partiti per nave, facemmo vela per Asso, dove dovevamo prendere a bordo Paolo; cos\u00ec infatti egli aveva deciso, intendendo di fare il viaggio a piedi. Quando ci ebbe raggiunti ad Asso, lo prendemmo con noi e arrivammo a Mitil\u00e8ne. Salpati da qui il giorno dopo, ci trovammo di fronte a Chio; l&#8217;indomani toccammo Samo e il giorno dopo giungemmo a Mil\u00e8to. Paolo aveva deciso di passare al largo di Efeso per evitare di subire ritardi nella provincia d&#8217;Asia: gli premeva di essere a Gerusalemme, se possibile, per il giorno della Pentecoste. Da Mil\u00e8to mand\u00f2 a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa. Quando essi giunsero disse loro: \u00abVoi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo: ho servito il Signore con tutta umilt\u00e0, tra le lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei. Sapete come non mi sono mai sottratto a ci\u00f2 che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case, scongiurando Giudei e Greci di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Ges\u00f9. Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ci\u00f2 che l\u00e0 mi accadr\u00e0. So soltanto che lo Spirito Santo in ogni citt\u00e0 mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purch\u00e9 conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Ges\u00f9, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio. Ecco, ora so che non vedrete pi\u00f9 il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio. Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, perch\u00e9 non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volont\u00e0 di Dio. Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si \u00e8 acquistata con il suo sangue. Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di s\u00e9. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l&#8217;eredit\u00e0 con tutti i santificati. Non ho desiderato n\u00e9 argento, n\u00e9 oro, n\u00e9 la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessit\u00e0 mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando cos\u00ec si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Ges\u00f9, che disse: Vi \u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere!\u00bb. Detto questo, si inginocchi\u00f2 con tutti loro e preg\u00f2. Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo baciavano, addolorati soprattutto perch\u00e9 aveva detto che non avrebbero pi\u00f9 rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 21,4 Avendo ritrovati i discepoli, rimanemmo col\u00e0 una settimana, ed essi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non andare a Gerusalemme.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 21,8-40; Atti 22 Ripartiti il giorno seguente, giungemmo a Cesar\u00e8a; ed entrati nella casa dell&#8217;evangelista Filippo, che era uno dei Sette, sostammo presso di lui. Egli aveva quattro figlie nubili, che avevano il dono della profezia. Eravamo qui da alcuni giorni, quando giunse dalla Giudea un profeta di nome Agabo. Egli venne da noi e, presa la cintura di Paolo, si leg\u00f2 i piedi e le mani e disse: \u00abQuesto dice lo Spirito Santo: l&#8217;uomo a cui appartiene questa cintura sar\u00e0 legato cos\u00ec dai Giudei a Gerusalemme e verr\u00e0 quindi consegnato nelle mani dei pagani\u00bb. All&#8217;udir queste cose, noi e quelli del luogo pregammo Paolo di non andare pi\u00f9 a Gerusalemme. Ma Paolo rispose: \u00abPerch\u00e9 fate cos\u00ec, continuando a piangere e a spezzarmi il cuore? Io sono pronto non soltanto a esser legato, ma a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Ges\u00f9\u00bb. E poich\u00e9 non si lasciava persuadere, smettemmo di insistere dicendo: \u00abSia fatta la volont\u00e0 del Signore!\u00bb. Dopo questi giorni, fatti i preparativi, salimmo verso Gerusalemme. Vennero con noi anche alcuni discepoli da Cesar\u00e8a, i quali ci condussero da un certo Mnasone di Cipro, discepolo della prima ora, dal quale ricevemmo ospitalit\u00e0. Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente. L&#8217;indomani Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi: c&#8217;erano anche tutti gli anziani. Dopo aver rivolto loro il saluto, egli cominci\u00f2 a esporre nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo suo. Quand&#8217;ebbero ascoltato, essi davano gloria a Dio; quindi dissero a Paolo: \u00abTu vedi, o fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla legge. Ora hanno sentito dire di te che vai insegnando a tutti i Giudei sparsi tra i pagani che abbandonino Mos\u00e8, dicendo di non circoncidere pi\u00f9 i loro figli e di non seguire pi\u00f9 le nostre consuetudini. Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato. Fa&#8217; dunque quanto ti diciamo: vi sono fra noi quattro uomini che hanno un voto da sciogliere. Prendili con te, compi la purificazione insieme con loro e paga tu la spesa per loro perch\u00e9 possano radersi il capo. Cos\u00ec tutti verranno a sapere che non c&#8217;\u00e8 nulla di vero in ci\u00f2 di cui sono stati informati, ma che invece anche tu ti comporti bene osservando la legge. Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso ed abbiamo loro scritto che si astengano dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalla impudicizia\u00bb. Allora Paolo prese con s\u00e9 quegli uomini e il giorno seguente, fatta insieme con loro la purificazione, entr\u00f2 nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata presentata l&#8217;offerta per ciascuno di loro. Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d&#8217;Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando: \u00abUomini d&#8217;Israele, aiuto! Questo \u00e8 l&#8217;uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!\u00bb. Avevano infatti veduto poco prima Tr\u00f2fimo di Efeso in sua compagnia per la citt\u00e0, e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio. Allora tutta la citt\u00e0 fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte. Stavano gi\u00e0 cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta. Immediatamente egli prese con s\u00e9 dei soldati e dei centurioni e si precipit\u00f2 verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo. Allora il tribuno si avvicin\u00f2, lo arrest\u00f2 e ordin\u00f2 che fosse legato con due catene; intanto s&#8217;informava chi fosse e che cosa avesse fatto. Tra la folla per\u00f2 chi diceva una cosa, chi un&#8217;altra. Nell&#8217;impossibilit\u00e0 di accertare la realt\u00e0 dei fatti a causa della confusione, ordin\u00f2 di condurlo nella fortezza. Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla. La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: \u00abA morte!\u00bb. Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: \u00abPosso dirti una parola?\u00bb. \u00abConosci il greco?, disse quello, allora non sei quell&#8217;Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?\u00bb. Rispose Paolo: \u00abIo sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una citt\u00e0 non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente\u00bb. Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: \u00abFratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi\u00bb. Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di pi\u00f9. Ed egli continu\u00f2: \u00abIo sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa citt\u00e0, formato alla scuola di Gamaliele nelle pi\u00f9 rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, come pu\u00f2 darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di l\u00e0 come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti. Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all&#8217;improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Ges\u00f9 il Nazareno, che tu perseguiti. Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; l\u00e0 sarai informato di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stabilito che tu faccia. E poich\u00e9 non ci vedevo pi\u00f9, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco. Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei col\u00e0 residenti, venne da me, mi si accost\u00f2 e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell&#8217;istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volont\u00e0, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perch\u00e9 gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora perch\u00e9 aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome. Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perch\u00e9 non accetteranno la tua testimonianza su di me. E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te; quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch&#8217;io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano. Allora mi disse: Va&#8217;, perch\u00e9 io ti mander\u00f2 lontano, tra i pagani\u00bb. Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: \u00abToglilo di mezzo; non deve pi\u00f9 vivere!\u00bb. E poich\u00e9 continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria, il tribuno ordin\u00f2 di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo. Ma quando l&#8217;ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: \u00abPotete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?\u00bb. Udito ci\u00f2, il centurione corse a riferire al tribuno: \u00abChe cosa stai per fare? Quell&#8217;uomo \u00e8 un romano!\u00bb. Allora il tribuno si rec\u00f2 da Paolo e gli domand\u00f2: \u00abDimmi, tu sei cittadino romano?\u00bb. Rispose: \u00abS\u00ec\u00bb. Replic\u00f2 il tribuno: \u00abIo questa cittadinanza l&#8217;ho acquistata a caro prezzo\u00bb. Paolo disse: \u00abIo, invece, lo sono di nascita!\u00bb. E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene. Il giorno seguente, volendo conoscere la realt\u00e0 dei fatti, cio\u00e8 il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordin\u00f2 che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo present\u00f2 davanti a loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 23 Con lo sguardo fisso al sinedrio Paolo disse: \u00abFratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in perfetta rettitudine di coscienza\u00bb. Ma il sommo sacerdote Anania ordin\u00f2 ai suoi assistenti di percuoterlo sulla bocca. Paolo allora gli disse: \u00abDio percuoter\u00e0 te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi di percuotermi?\u00bb. E i presenti dissero: \u00abOsi insultare il sommo sacerdote di Dio?\u00bb. Rispose Paolo: \u00abNon sapevo, fratelli, che \u00e8 il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo\u00bb. Paolo sapeva che nel sinedrio una parte era di sadducei e una parte di farisei; disse a gran voce: \u00abFratelli, io sono un fariseo, figlio di farisei; io sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti\u00bb. Appena egli ebbe detto ci\u00f2, scoppi\u00f2 una disputa tra i farisei e i sadducei e l&#8217;assemblea si divise. I sadducei infatti affermano che non c&#8217;\u00e8 risurrezione, n\u00e9 angeli, n\u00e9 spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ne nacque allora un grande clamore e alcuni scribi del partito dei farisei, alzatisi in piedi, protestavano dicendo: \u00abNon troviamo nulla di male in quest&#8217;uomo. E se uno spirito o un angelo gli avesse parlato davvero?\u00bb. La disputa si accese a tal punto che il tribuno, temendo che Paolo venisse linciato da costoro, ordin\u00f2 che scendesse la truppa a portarlo via di mezzo a loro e ricondurlo nella fortezza. La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: \u00abCoraggio! Come hai testimoniato per me a Gerusalemme, cos\u00ec \u00e8 necessario che tu mi renda testimonianza anche a Roma\u00bb. Fattosi giorno, i Giudei ordirono una congiura e fecero voto con giuramento esecratorio di non toccare n\u00e9 cibo n\u00e9 bevanda, sino a che non avessero ucciso Paolo. Erano pi\u00f9 di quaranta quelli che fecero questa congiura. Si presentarono ai sommi sacerdoti e agli anziani e dissero: \u00abCi siamo obbligati con giuramento esecratorio di non assaggiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo. Voi dunque ora, insieme al sinedrio, fate dire al tribuno che ve lo riporti, col pretesto di esaminare pi\u00f9 attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi\u00bb. Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere del complotto; si rec\u00f2 alla fortezza, entr\u00f2 e ne inform\u00f2 Paolo. Questi allora chiam\u00f2 uno dei centurioni e gli disse: \u00abConduci questo giovane dal tribuno, perch\u00e9 ha qualche cosa da riferirgli\u00bb. Il centurione lo prese e lo condusse dal tribuno dicendo: \u00abIl prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha detto di condurre da te questo giovanetto, perch\u00e9 ha da dirti qualche cosa\u00bb. Il tribuno lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: \u00abChe cosa \u00e8 quello che hai da riferirmi?\u00bb. Rispose: \u00abI Giudei si sono messi d&#8217;accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, col pretesto di informarsi pi\u00f9 accuratamente nei suoi riguardi. Tu per\u00f2 non lasciarti convincere da loro, poich\u00e9 pi\u00f9 di quaranta dei loro uomini hanno ordito un complotto, facendo voto con giuramento esecratorio di non prendere cibo n\u00e9 bevanda finch\u00e9 non l&#8217;abbiano ucciso; e ora stanno pronti, aspettando che tu dia il tuo consenso\u00bb. Il tribuno conged\u00f2 il giovanetto con questa raccomandazione: \u00abNon dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni\u00bb. Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: \u00abPreparate duecento soldati per andare a Cesar\u00e8a insieme con settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto. Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perch\u00e9 sia condotto sano e salvo dal governatore Felice\u00bb. Scrisse anche una lettera in questi termini: \u00abClaudio Lisia all&#8217;eccellentissimo governatore Felice, salute. Quest&#8217;uomo \u00e8 stato assalito dai Giudei e stava per essere ucciso da loro; ma sono intervenuto con i soldati e l&#8217;ho liberato, perch\u00e9 ho saputo che \u00e8 cittadino romano. Desideroso di conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio. Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro legge, ma che in realt\u00e0 non c&#8217;erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia. Sono stato per\u00f2 informato di un complotto contro quest&#8217;uomo da parte loro, e cos\u00ec l&#8217;ho mandato da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui. Sta&#8217; bene\u00bb. Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antip\u00e0tride. Il mattino dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza. I cavalieri, giunti a Cesar\u00e8a, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo. Dopo averla letta, domand\u00f2 a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilicia,<\/p>\n\n\n\n<p>disse: \u00abTi ascolter\u00f2 quando saranno qui anche i tuoi accusatori\u00bb. E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 24,1 Cinque giorni dopo arriv\u00f2 il sommo sacerdote Anania insieme con alcuni anziani e a un avvocato di nome Tertullo e si presentarono al governatore per accusare Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 24,10-27 Quando il governatore fece cenno a Paolo di parlare, egli rispose: \u00abSo che da molti anni sei giudice di questo popolo e parlo in mia difesa con fiducia. Tu stesso puoi accertare che non sono pi\u00f9 di dodici giorni da quando mi sono recato a Gerusalemme per il culto. Essi non mi hanno mai trovato nel tempio a discutere con qualcuno o a incitare il popolo alla sommossa, n\u00e9 nelle sinagoghe, n\u00e9 per la citt\u00e0 e non possono provare nessuna delle cose delle quali ora mi accusano. Ammetto invece che adoro il Dio dei miei padri, secondo quella dottrina che essi chiamano setta, credendo in tutto ci\u00f2 che \u00e8 conforme alla Legge e sta scritto nei Profeti, nutrendo in Dio la speranza, condivisa pure da costoro, che ci sar\u00e0 una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. Per questo mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini. Ora, dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine al mio popolo e per offrire sacrifici; in occasione di questi essi mi hanno trovato nel tempio dopo che avevo compiuto le purificazioni. Non c&#8217;era folla n\u00e9 tumulto. Furono dei Giudei della provincia d&#8217;Asia a trovarmi, e loro dovrebbero comparire qui davanti a te ad accusarmi, se hanno qualche cosa contro di me; oppure dicano i presenti stessi quale colpa han trovato in me quando sono comparso davanti al sinedrio, se non questa sola frase che gridai stando in mezzo a loro: A motivo della risurrezione dei morti io vengo giudicato oggi davanti a voi!\u00bb. Allora Felice, che era assai bene informato circa la nuova dottrina, li rimand\u00f2 dicendo: \u00abQuando verr\u00e0 il tribuno Lisia, esaminer\u00f2 il vostro caso\u00bb. E ordin\u00f2 al centurione di tenere Paolo sotto custodia, concedendogli per\u00f2 una certa libert\u00e0 e senza impedire a nessuno dei suoi amici di dargli assistenza. Dopo alcuni giorni Felice arriv\u00f2 in compagnia della moglie Drusilla, che era giudea; fatto chiamare Paolo, lo ascoltava intorno alla fede in Cristo Ges\u00f9. Ma quando egli si mise a parlare di giustizia, di continenza e del giudizio futuro, Felice si spavent\u00f2 e disse: \u00abPer il momento puoi andare; ti far\u00f2 chiamare di nuovo quando ne avr\u00f2 il tempo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sperava frattanto che Paolo gli avrebbe dato del denaro; per questo abbastanza spesso lo faceva chiamare e conversava con lui. Trascorsi due anni, Felice ebbe come successore Porcio Festo; ma Felice, volendo dimostrare benevolenza verso i Giudei, lasci\u00f2 Paolo in prigione.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 25 Festo dunque, raggiunta la provincia, tre giorni dopo sal\u00ec da Cesar\u00e8a a Gerusalemme. I sommi sacerdoti e i capi dei Giudei gli si presentarono per accusare Paolo e cercavano di persuaderlo, chiedendo come un favore, in odio a Paolo, che lo facesse venire a Gerusalemme; e intanto disponevano un tranello per ucciderlo lungo il percorso. Festo rispose che Paolo stava sotto custodia a Cesar\u00e8a e che egli stesso sarebbe partito fra breve. \u00abQuelli dunque che hanno autorit\u00e0 tra voi, disse, vengano con me e se vi \u00e8 qualche colpa in quell&#8217;uomo, lo denuncino\u00bb. Dopo essersi trattenuto fra loro non pi\u00f9 di otto o dieci giorni, discese a Cesar\u00e8a e il giorno seguente, sedendo in tribunale, ordin\u00f2 che gli si conducesse Paolo. Appena giunse, lo attorniarono i Giudei discesi da Gerusalemme, imputandogli numerose e gravi colpe, senza per\u00f2 riuscire a provarle. Paolo a sua difesa disse: \u00abNon ho commesso alcuna colpa, n\u00e9 contro la legge dei Giudei, n\u00e9 contro il tempio, n\u00e9 contro Cesare\u00bb. Ma Festo volendo fare un favore ai Giudei, si volse a Paolo e disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVuoi andare a Gerusalemme per essere l\u00e0 giudicato di queste cose, davanti a me?\u00bb. Paolo rispose: \u00abMi trovo davanti al tribunale di Cesare, qui mi si deve giudicare. Ai Giudei non ho fatto alcun torto, come anche tu sai perfettamente. Se dunque sono in colpa e ho commesso qualche cosa che meriti la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle accuse di costoro non c&#8217;\u00e8 nulla di vero, nessuno ha il potere di consegnarmi a loro. Io mi appello a Cesare\u00bb. Allora Festo, dopo aver conferito con il consiglio, rispose: \u00abTi sei appellato a Cesare, a Cesare andrai\u00bb. Erano trascorsi alcuni giorni, quando arrivarono a Cesar\u00e8a il re Agrippa e Beren\u00ecce, per salutare Festo. E poich\u00e9 si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re il caso di Paolo: \u00abC&#8217;\u00e8 un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono con accuse i sommi sacerdoti e gli anziani dei Giudei per reclamarne la condanna.<\/p>\n\n\n\n<p>Risposi che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l&#8217;accusato sia stato messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall&#8217;accusa. Allora essi convennero qui e io senza indugi il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell&#8217;uomo. Gli accusatori gli si misero attorno, ma non addussero nessuna delle imputazioni criminose che io immaginavo; avevano solo con lui alcune questioni relative la loro particolare religione e riguardanti un certo Ges\u00f9, morto, che Paolo sosteneva essere ancora in vita. Perplesso di fronte a simili controversie, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme ed esser giudicato l\u00e0 di queste cose. Ma Paolo si appell\u00f2 perch\u00e9 la sua causa fosse riservata al giudizio dell&#8217;imperatore, e cos\u00ec ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potr\u00f2 inviarlo a Cesare\u00bb. E Agrippa a Festo: \u00abVorrei anch&#8217;io ascoltare quell&#8217;uomo!\u00bb. \u00abDomani, rispose, lo potrai ascoltare\u00bb. Il giorno dopo, Agrippa e Beren\u00ecce vennero con gran pompa ed entrarono nella sala dell&#8217;udienza, accompagnati dai tribuni e dai cittadini pi\u00f9 in vista; per ordine di Festo fu fatto entrare anche Paolo. Allora Festo disse: \u00abRe Agrippa e cittadini tutti qui presenti con noi, voi avete davanti agli occhi colui sul conto del quale tutto il popolo dei Giudei si \u00e8 appellato a me, in Gerusalemme e qui, per chiedere a gran voce che non resti pi\u00f9 in vita. Io per\u00f2 mi sono convinto che egli non ha commesso alcuna cosa meritevole di morte ed essendosi appellato all&#8217;imperatore ho deciso di farlo partire. Ma sul suo conto non ho nulla di preciso da scrivere al sovrano; per questo l&#8217;ho condotto davanti a voi e soprattutto davanti a te, o re Agrippa, per avere, dopo questa udienza, qualcosa da scrivere. Mi sembra assurdo infatti mandare un prigioniero, senza indicare le accuse che si muovono contro di lui\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 26 Agrippa disse a Paolo: \u00abTi \u00e8 concesso di parlare a tua difesa\u00bb. Allora Paolo, stesa la mano, si difese cos\u00ec:\u00a0 \u00abMi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi discolpare da tutte le accuse di cui sono incriminato dai Giudei, oggi qui davanti a te, che conosci a perfezione tutte le usanze e questioni riguardanti i Giudei. Perci\u00f2 ti prego di ascoltarmi con pazienza. La mia vita fin dalla mia giovinezza, vissuta tra il mio popolo e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei; essi sanno pure da tempo, se vogliono renderne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto nella setta pi\u00f9 rigida della nostra religione. Ed ora mi trovo sotto processo a causa della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri, e che le nostre dodici trib\u00f9 sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. Di questa speranza, o re, sono ora incolpato dai Giudei! Perch\u00e9 \u00e8 considerato inconcepibile fra di voi che Dio risusciti i morti? Anch&#8217;io credevo un tempo mio dovere di lavorare attivamente contro il nome di Ges\u00f9 il Nazareno, come in realt\u00e0 feci a Gerusalemme; molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con l&#8217;autorizzazione avuta dai sommi sacerdoti e, quando venivano condannati a morte, anch&#8217;io ho votato contro di loro. In tutte le sinagoghe cercavo di costringerli con le torture a bestemmiare e, infuriando all&#8217;eccesso contro di loro, davo loro la caccia fin nelle citt\u00e0 straniere. In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con autorizzazione e pieni poteri da parte dei sommi sacerdoti, verso mezzogiorno vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, pi\u00f9 splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. Tutti cademmo a terra e io udii dal cielo una voce che mi diceva in ebraico: Saulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti? Duro \u00e8 per te ricalcitrare contro il pungolo. E io dissi: Chi sei, o Signore? E il Signore rispose: Io sono Ges\u00f9, che tu perseguiti. Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparir\u00f2 ancora. Per questo ti liberer\u00f2 dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando ad aprir loro gli occhi, perch\u00e9 passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l&#8217;eredit\u00e0 in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me. Pertanto, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste; ma prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di convertirsi e di rivolgersi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione. Per queste cose i Giudei mi assalirono nel tempio e tentarono di uccidermi. Ma l&#8217;aiuto di Dio mi ha assistito fino a questo giorno, e posso ancora rendere testimonianza agli umili e ai grandi. Null&#8217;altro io affermo se non quello che i profeti e Mos\u00e8 dichiararono che doveva accadere, che cio\u00e8 il Cristo sarebbe morto, e che, primo tra i risorti da morte, avrebbe annunziato la luce al popolo e ai pagani\u00bb. Mentr&#8217;egli parlava cos\u00ec in sua difesa, Festo a gran voce disse: \u00abSei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!\u00bb. E Paolo: \u00abNon sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge. Il re \u00e8 al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso che niente di questo gli sia sconosciuto, poich\u00e9 non sono fatti accaduti in segreto. Credi, o re Agrippa, nei profeti? So che ci credi\u00bb. E Agrippa a Paolo: \u00abPer poco non mi convinci a farmi cristiano!\u00bb. E Paolo: \u00abPer poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero cos\u00ec come sono io, eccetto queste catene!\u00bb. Si alz\u00f2 allora il re e con lui il governatore, Beren\u00ecce, e quelli che avevano preso parte alla seduta e avviandosi conversavano insieme e dicevano: \u00abQuest&#8217;uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o le catene\u00bb. E Agrippa disse a Festo: \u00abCostui poteva essere rimesso in libert\u00e0, se non si fosse appellato a Cesare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 27 Quando fu deciso che ci imbarcassimo per l&#8217;Italia, consegnarono Paolo, insieme ad alcuni altri prigionieri, a un centurione di nome Giulio della coorte Augusta. Salimmo su una nave di Adramitto, che stava per partire verso i porti della provincia d&#8217;Asia e salpammo, avendo con noi Aristarco, un Mac\u00e8done di Tessalonica. Il giorno dopo facemmo scalo a Sidone e Giulio, con gesto cortese verso Paolo, gli permise di recarsi dagli amici e di riceverne le cure. Salpati di l\u00e0, navigammo al riparo di Cipro a motivo dei venti contrari e, attraversato il mare della Cilicia e della Panfilia, giungemmo a Mira di Licia. Qui il centurione trov\u00f2 una nave di Alessandria in partenza per l&#8217;Italia e ci fece salire a bordo. Navigammo lentamente parecchi giorni, giungendo a fatica all&#8217;altezza di Cnido. Poi, siccome il vento non ci permetteva di approdare, prendemmo a navigare al riparo di Creta, dalle parti di Salmone, e costeggiandola a fatica giungemmo in una localit\u00e0 chiamata Buoni Porti, vicino alla quale era la citt\u00e0 di Las\u00e8a. Essendo trascorso molto tempo ed essendo ormai pericolosa la navigazione poich\u00e9 era gi\u00e0 passata la festa dell&#8217;Espiazione, Paolo li ammoniva dicendo: \u00abVedo, o uomini, che la navigazione comincia a essere di gran rischio e di molto danno non solo per il carico e per la nave, ma anche per le nostre vite\u00bb. Il centurione per\u00f2 dava pi\u00f9 ascolto al pilota e al capitano della nave che alle parole di Paolo. E poich\u00e9 quel porto era poco adatto a trascorrervi l&#8217;inverno, i pi\u00f9 furono del parere di salpare di l\u00e0 nella speranza di andare a svernare a Fenice, un porto di Creta esposto a libeccio e a maestrale. Appena cominci\u00f2 a soffiare un leggero scirocco, convinti di potere ormai realizzare il progetto, levarono le ancore e costeggiavano da vicino Creta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dopo non molto tempo si scaten\u00f2 contro l&#8217;isola un vento d&#8217;uragano, detto allora \u00abEuroaquilone\u00bb. La nave fu travolta nel turbine e, non potendo pi\u00f9 resistere al vento, abbandonati in sua bal\u00eca, andavamo alla deriva. Mentre passavamo sotto un isolotto chiamato C\u00e0udas, a fatica riuscimmo a padroneggiare la scialuppa; la tirarono a bordo e adoperarono gli attrezzi per fasciare di g\u00f2mene la nave. Quindi, per timore di finire incagliati nelle Sirti, calarono il galleggiante e si andava cos\u00ec alla deriva. Sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; il terzo giorno con le proprie mani buttarono via l&#8217;attrezzatura della nave. Da vari giorni non comparivano pi\u00f9 n\u00e9 sole, n\u00e9 stelle e la violenta tempesta continuava a infuriare, per cui ogni speranza di salvarci sembrava ormai perduta.<\/p>\n\n\n\n<p>Da molto tempo non si mangiava, quando Paolo, alzatosi in mezzo a loro, disse: \u00abSarebbe stato bene, o uomini, dar retta a me e non salpare da Creta; avreste evitato questo pericolo e questo danno. Tuttavia ora vi esorto a non perdervi di coraggio, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 alcuna perdita di vite in mezzo a voi, ma solo della nave. Mi \u00e8 apparso infatti questa notte un angelo del Dio al quale appartengo e che servo, dicendomi: Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare ed ecco, Dio ti ha fatto grazia di tutti i tuoi compagni di navigazione. Perci\u00f2 non perdetevi di coraggio, uomini; ho fiducia in Dio che avverr\u00e0 come mi \u00e8 stato annunziato. Ma \u00e8 inevitabile che andiamo a finire su qualche isola\u00bb. Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell&#8217;Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l&#8217;impressione che una qualche terra si avvicinava. Gettato lo scandaglio, trovarono venti braccia; dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, trovarono quindici braccia. Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno. Ma poich\u00e9 i marinai cercavano di fuggire dalla nave e gi\u00e0 stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prora, Paolo disse al centurione e ai soldati: \u00abSe costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo\u00bb. Allora i soldati recisero le g\u00f2mene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare. Finch\u00e9 non spunt\u00f2 il giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo: \u00abOggi \u00e8 il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell&#8217;attesa, senza prender nulla. Per questo vi esorto a prender cibo; \u00e8 necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andr\u00e0 perduto\u00bb. Ci\u00f2 detto, prese il pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezz\u00f2 e cominci\u00f2 a mangiare. Tutti si sentirono rianimati, e anch&#8217;essi presero cibo. Eravamo complessivamente sulla nave duecentosettantasei persone. Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. Fattosi giorno non riuscivano a riconoscere quella terra, ma notarono un&#8217;insenatura con spiaggia e decisero, se possibile, di spingere la nave verso di essa. Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare; al tempo stesso allentarono i legami dei timoni e spiegata al vento la vela maestra, mossero verso la spiaggia. Ma incapparono in una secca e la nave vi si incagli\u00f2; mentre la prua arenata rimaneva immobile, la poppa minacciava di sfasciarsi sotto la violenza delle onde. I soldati pensarono allora di uccidere i prigionieri, perch\u00e9 nessuno sfuggisse gettandosi a nuoto, ma il centurione, volendo salvare Paolo, imped\u00ec loro di attuare questo progetto; diede ordine che si gettassero per primi quelli che sapevano nuotare e raggiunsero la terra; poi gli altri, chi su tavole, chi su altri rottami della nave. E cos\u00ec tutti poterono mettersi in salvo a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 28 Una volta in salvo, venimmo a sapere che l&#8217;isola si chiamava Malta. Gli indigeni ci trattarono con rara umanit\u00e0; ci accolsero tutti attorno a un gran fuoco, che avevano acceso perch\u00e9 era sopraggiunta la pioggia ed era freddo. Mentre Paolo raccoglieva un fascio di sarmenti e lo gettava sul fuoco, una vipera, risvegliata dal calore, lo morse a una mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli indigeni dicevano tra loro: \u00abCertamente costui \u00e8 un assassino, se, anche scampato dal mare, la Giustizia non lo lascia vivere\u00bb. Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non ne pat\u00ec alcun male. Quella gente si aspettava di vederlo gonfiare e cadere morto sul colpo, ma, dopo avere molto atteso senza vedere succedergli nulla di straordinario, cambi\u00f2 parere e diceva che era un dio. Nelle vicinanze di quel luogo c&#8217;era un terreno appartenente al \u00abprimo\u00bb dell&#8217;isola, chiamato Publio; questi ci accolse e ci ospit\u00f2 con benevolenza per tre giorni. Avvenne che il padre di Publio dovette mettersi a letto colpito da febbri e da dissenteria; Paolo l&#8217;and\u00f2 a visitare e dopo aver pregato gli impose le mani e lo guar\u00ec. Dopo questo fatto, anche gli altri isolani che avevano malattie accorrevano e venivano sanati; ci colmarono di onori e al momento della partenza ci rifornirono di tutto il necessario. Dopo tre mesi salpammo su una nave di Alessandria che aveva svernato nell&#8217;isola, recante l&#8217;insegna dei Di\u00f2scuri. Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni e di qui, costeggiando, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si lev\u00f2 lo scirocco e cos\u00ec l&#8217;indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Partimmo quindi alla volta di Roma. I fratelli di l\u00e0, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio. Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per suo conto con un soldato di guardia. Dopo tre giorni, egli convoc\u00f2 a s\u00e9 i pi\u00f9 in vista tra i Giudei e venuti che furono, disse loro: \u00abFratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo e contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato in mano dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rilasciarmi, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma continuando i Giudei ad opporsi, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere con questo muovere accuse contro il mio popolo. Ecco perch\u00e9 vi ho chiamati, per vedervi e parlarvi, poich\u00e9 \u00e8 a causa della speranza d&#8217;Israele che io sono legato da questa catena\u00bb. Essi gli risposero: \u00abNoi non abbiamo ricevuto nessuna lettera sul tuo conto dalla Giudea n\u00e9 alcuno dei fratelli \u00e8 venuto a riferire o a parlar male di te. Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi; di questa setta infatti sappiamo che trova dovunque opposizione\u00bb. E fissatogli un giorno, vennero in molti da lui nel suo alloggio; egli dal mattino alla sera espose loro accuratamente, rendendo la sua testimonianza, il regno di Dio, cercando di convincerli riguardo a Ges\u00f9, in base alla Legge di Mos\u00e8 e ai Profeti. Alcuni aderirono alle cose da lui dette, ma altri non vollero credere e se ne andavano discordi tra loro, mentre Paolo diceva questa sola frase: \u00abHa detto bene lo Spirito Santo, per bocca del profeta Isaia, ai nostri padri: Va&#8217; da questo popolo e di&#8217; loro: Udrete con i vostri orecchi, ma non comprenderete; guarderete con i vostri occhi, ma non vedrete. Perch\u00e9 il cuore di questo popolo si \u00e8 indurito:e hanno ascoltato di mala voglia con gli orecchi;hanno chiuso i loro occhi per non vedere con gli occhi, non ascoltare con gli orecchi, non comprendere nel loro cuore e non convertirsi, perch\u00e9 io li risani. Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani ed essi l&#8217;ascolteranno!\u00bb. &#8230; Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso a pigione e accoglieva tutti quelli che venivano a lui, annunziando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Ges\u00f9 Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Romani 1,1-7 Paolo, servo di Cristo Ges\u00f9, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell&#8217;apostolato per ottenere l&#8217;obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Ges\u00f9 Cristo. A quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>1Corinzi 1,1-3 Paolo, chiamato ad essere apostolo di Ges\u00f9 Cristo per volont\u00e0 di Dio, e il fratello S\u00f2stene, alla Chiesa di Dio che \u00e8 in Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Ges\u00f9, chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>1Corinzi 3,4-6 Quando uno dice: \u00abIo sono di Paolo\u00bb, e un altro: \u00abIo sono di Apollo\u00bb, non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa \u00e8 mai Apollo? Cosa \u00e8 Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma \u00e8 Dio che ha fatto crescere.<\/p>\n\n\n\n<p>2Corinzi 1,1-2 Paolo, apostolo di Ges\u00f9 Cristo per volont\u00e0 di Dio, e il fratello Tim\u00f2teo, alla chiesa di Dio che \u00e8 in Corinto e a tutti i santi dell&#8217;intera Acaia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>2Corinzi 10,1-6 Ora io stesso, Paolo, vi esorto per la dolcezza e la mansuetudine di Cristo, io davanti a voi cos\u00ec meschino, ma di lontano cos\u00ec animoso con voi; vi supplico di far in modo che non avvenga che io debba mostrare, quando sar\u00f2 tra voi, quell&#8217;energia che ritengo di dover adoperare contro alcuni che pensano che noi camminiamo secondo la carne. In realt\u00e0, noi viviamo nella carne ma non militiamo secondo la carne. Infatti le armi della nostra battaglia non sono carnali, ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti e ogni baluardo che si leva contro la conoscenza di Dio, e rendendo ogni intelligenza soggetta all&#8217;obbedienza al Cristo. Perci\u00f2 siamo pronti a punire qualsiasi disobbedienza, non appena la vostra obbedienza sar\u00e0 perfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Galati 1,1-5 Paolo, apostolo (non dagli uomini n\u00e9 per mezzo d&#8217;alcun uomo, ma per mezzo di Ges\u00f9 Cristo e di Dio Padre che l&#8217;ha risuscitato dai morti), e tutti i fratelli che sono meco, alle chiese della Galazia; grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signor nostro Ges\u00f9 Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati affin di strapparci al presente secolo malvagio, secondo la volont\u00e0 del nostro Dio e Padre, al quale sia la gloria ne&#8217; secoli dei secoli. Amen.<\/p>\n\n\n\n<p>Galati 5,2 Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi giover\u00e0 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Efesini 1,1-2 Paolo, apostolo di Cristo Ges\u00f9 per volont\u00e0 di Dio, ai santi che sono in Efeso ed ai fedeli in Cristo Ges\u00f9. Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signor Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Efesini 3,1 Per questa cagione io, Paolo, il carcerato di Cristo Ges\u00f9 per voi, o Gentili&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Filippesi 1,1-2 Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Ges\u00f9, a tutti i santi in Cristo Ges\u00f9 che sono in Filippi, coi vescovi e coi diaconi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Colossesi 1,1-2 Paolo, apostolo di Cristo Ges\u00f9 per volont\u00e0 di Dio, e il fratello Timoteo, ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Colossesi 1,21-23 E voi, che gi\u00e0 eravate estranei e nemici nella vostra mente e nelle vostre opere malvage, ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d&#8217;esso, per farvi comparire davanti a s\u00e9 santi e immacolati e irreprensibili, se pur perseverate nella fede, fondati e saldi, e non essendo smossi dalla speranza dell&#8217;Evangelo che avete udito, che fu predicato in tutta la creazione sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono stato fatto ministro.<\/p>\n\n\n\n<p>Colossesi 4,18 Il saluto \u00e8 di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.<\/p>\n\n\n\n<p>1Tessalonicesi 1,1 Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che \u00e8 in Dio Padre e nel Signor Ges\u00f9 Cristo, grazia a voi e pace.<\/p>\n\n\n\n<p>1Tessalonicesi 2,17-20 Quant&#8217;\u00e8 a noi, fratelli, orbati di voi per breve tempo, di persona, non di cuore, abbiamo tanto maggiormente cercato, con gran desiderio, di veder la vostra faccia. Perch\u00e9 abbiam voluto, io Paolo almeno, non una ma due volte, venir a voi; ma Satana ce lo ha impedito. Qual \u00e8 infatti la nostra speranza, o la nostra allegrezza, o la corona di cui ci gloriamo? Non siete forse voi, nel cospetto del nostro Signor Ges\u00f9 quand&#8217;egli verr\u00e0? S\u00ec, certo, la nostra gloria e la nostra allegrezza siete voi.<\/p>\n\n\n\n<p>2Tessalonicesi 1,1-2 Paolo, Silvano e Timoteo, alla chiesa dei Tessalonicesi, che \u00e8 in Dio nostro Padre e nel Signor Ges\u00f9 Cristo, grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signor Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>1Timoteo 1,1-2 Paolo, apostolo di Cristo Ges\u00f9 per comandamento di Dio nostro Salvatore e di Cristo Ges\u00f9 nostra speranza, a Timoteo mio vero figliuolo in fede, grazia, misericordia, pace, da Dio Padre e da Cristo Ges\u00f9 nostro Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>2Timoteo 1,1-2 Paolo, apostolo di Cristo Ges\u00f9 per volont\u00e0 di Dio, secondo la promessa della vita che \u00e8 in Cristo Ges\u00f9, a Timoteo, mio diletto figliuolo, grazia, misericordia, pace da Dio Padre e da Cristo Ges\u00f9 nostro Signore.<\/p>\n\n\n\n<p>Tito 1,1-4 Paolo, servitor di Dio e apostolo di Ges\u00f9 Cristo per la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verit\u00e0 che \u00e8 secondo piet\u00e0, nella speranza della vita eterna la quale Iddio, che non pu\u00f2 mentire, promise avanti i secoli, manifestando poi nei suoi propr\u00ee tempi la sua parola mediante la predicazione che \u00e8 stata a me affidata per mandato di Dio, nostro Salvatore, a Tito, mio vero figliuolo secondo la fede che ci \u00e8 comune, grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Ges\u00f9, nostro Salvatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Filemone 1-3 Paolo, prigione di Cristo Ges\u00f9, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto e compagno d&#8217;opera, e alla sorella Apfia, e ad Archippo, nostro compagno d&#8217;armi, e alla chiesa che \u00e8 in casa tua, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Filemone 8-12 Perci\u00f2, bench\u00e9 io abbia molta libert\u00e0 in Cristo di comandarti quel che convien fare, preferisco fare appello alla tua carit\u00e0, semplicemente come Paolo, vecchio, e adesso anche prigione di Cristo Ges\u00f9; ti prego per il mio figliuolo che ho generato nelle mie catene, per Onesimo che altra volta ti fu disutile, ma che ora \u00e8 utile a te ed a me. Io te l&#8217;ho rimandato, lui, ch&#8217;\u00e8 quanto dire, le viscere mie.<\/p>\n\n\n\n<p>Filemone 18-19 Che se t&#8217;ha fatto alcun torto o ti deve qualcosa, addebitalo a me. Io, Paolo, lo scrivo di mio proprio pugno: Io lo pagher\u00f2; per non dirti che tu mi sei debitore perfino di te stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>2Pietro 3,14-16 Perci\u00f2, diletti, aspettando queste cose, studiatevi d&#8217;esser trovati, agli occhi suoi, immacolati e irreprensibili nella pace; e ritenete che la pazienza del Signor nostro \u00e8 per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo ve l&#8217;ha scritto, secondo la sapienza che gli \u00e8 stata data; e questo egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di questi argomenti; nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire, che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Atti 13:21-24 Dopo chiesero un re; e Dio diede loro Saul, figliuolo di Chis, della trib\u00f9 di Beniamino, per lo spazio di quarant&#8217;anni. Poi, rimossolo, suscit\u00f2 loro Davide per re, al quale rese anche questa testimonianza: Io ho trovato Davide, figliuolo di Iesse, un uomo secondo il mio cuore, che eseguir\u00e0 ogni mio volere. Dalla progenie di lui Iddio, secondo la sua promessa, ha suscitato a Israele un Salvatore nella persona di Ges\u00f9, avendo Giovanni, prima della venuta di lui, predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d&#8217;Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci risultano dei riferimenti a Saul(o) \u2013 San Paolo nei Vangeli Apocrifi<\/p>\n\n\n\n<p>Altri riferimenti utilizzati nel testo<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo 26,6-13 Or essendo Ges\u00f9 in Betania, in casa di Simone il lebbroso, venne a lui una donna che aveva un alabastro d&#8217;olio odorifero di gran prezzo, e lo vers\u00f2 sul capo di lui che stava a tavola. Veduto ci\u00f2, i discepoli furono indignati e dissero: A che questa perdita? Poich\u00e9 quest&#8217;olio si sarebbe potuto vender caro, e il denaro darlo ai poveri. Ma Ges\u00f9, accortosene, disse loro: Perch\u00e9 date noia a questa donna? Ella ha fatto un&#8217;azione buona verso di me. Perch\u00e9 i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi avete sempre. Poich\u00e9 costei, versando quest&#8217;olio sul mio corpo, l&#8217;ha fatto in vista della mia sepoltura. In verit\u00e0 vi dico che per tutto il mondo, dovunque sar\u00e0 predicato questo evangelo, anche quello che costei ha fatto, sar\u00e0 raccontato in memoria di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca 7,36-50 Or uno dei Farisei lo preg\u00f2 di mangiare da lui; ed egli, entrato in casa del Fariseo, si mise a tavola. Ed ecco, una donna che era in quella citt\u00e0, una peccatrice, saputo ch&#8217;egli era a tavola in casa del Fariseo, port\u00f2 un alabastro d&#8217;olio odorifero; e stando a&#8217; piedi di lui, di dietro, piangendo cominci\u00f2 a rigargli di lagrime i piedi, e li asciugava coi capelli del suo capo; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l&#8217;olio. Il Fariseo che l&#8217;avea invitato, veduto ci\u00f2, disse fra s\u00e9: Costui, se fosse profeta, saprebbe chi e quale sia la donna che lo tocca; perch\u00e9 \u00e8 una peccatrice. E Ges\u00f9, rispondendo, gli disse: Simone, ho qualcosa da dirti. Ed egli: Maestro, d\u00ec pure. &#8211; Un creditore avea due debitori; l&#8217;uno gli dovea cinquecento denari e l&#8217;altro cinquanta. E non avendo essi di che pagare, condon\u00f2 il debito ad ambedue. Chi di loro dunque l&#8217;amer\u00e0 di pi\u00f9? Simone, rispondendo, disse: Stimo sia colui al quale ha condonato di pi\u00f9. E Ges\u00f9 gli disse: Hai giudicato rettamente. E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m&#8217;hai dato dell&#8217;acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati coi suoi capelli. Tu non m&#8217;hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non m&#8217;hai unto il capo d&#8217;olio; ma ella m&#8217;ha unto i piedi di profumo. Per la qual cosa, io ti dico: Le sono rimessi i suoi molti peccati, perch\u00e9 ha molto amato; ma colui a cui poco \u00e8 rimesso, poco ama. Poi disse alla donna: I tuoi peccati ti sono rimessi. E quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire dentro di s\u00e9: Chi \u00e8 costui che rimette anche i peccati? Ma egli disse alla donna: La tua fede t&#8217;ha salvata; vattene in pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca 10,38-42 Or mentre essi erano in cammino, egli entr\u00f2 in un villaggio; e una certa donna, per nome Marta, lo ricevette in casa sua. Ell&#8217;avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere ai piedi di Ges\u00f9, ascoltava la sua parola. Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t&#8217;importa che mia sorella m&#8217;abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m&#8217;aiuti. Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t&#8217;inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno. E Maria ha scelto la buona parte che non le sar\u00e0 tolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni 8,1-11 ma Ges\u00f9 and\u00f2 al monte degli Ulivi. E sul far del giorno, torn\u00f2 nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava. Allora gli scribi e i Farisei gli menarono una donna colta in adulterio; e fattala stare in mezzo, gli dissero: Maestro, questa donna \u00e8 stata colta in flagrante adulterio. Or Mos\u00e8, nella legge, ci ha comandato di lapidare queste tali; e tu che ne dici? Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Ges\u00f9, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra. E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi \u00e8 senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. E chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Ed essi, udito ci\u00f2, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai pi\u00f9 vecchi fino agli ultimi; e Ges\u00f9 fu lasciato solo con la donna che stava l\u00e0 in mezzo. E Ges\u00f9, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno t&#8217;ha condannata? Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Ges\u00f9 le disse: Neppure io ti condanno; v\u00e0 e non peccar pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni 12,1-11 Ges\u00f9 dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov&#8217;era Lazzaro ch&#8217;egli aveva risuscitato dai morti. E quivi gli fecero una cena; Marta serviva, e Lazzaro era uno di quelli ch&#8217;erano a tavola con lui. Allora Maria, presa una libbra d&#8217;olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, unse i piedi di Ges\u00f9 e glieli asciug\u00f2 coi suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo dell&#8217;olio. Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: Perch\u00e9 non s&#8217;\u00e8 venduto quest&#8217;olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri? Diceva cos\u00ec, non perch\u00e9 si curasse dei poveri, ma perch\u00e9 era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro. Ges\u00f9 dunque disse: Lasciala stare; ella lo ha serbato per il giorno della mia sepoltura. Poich\u00e9 i poveri li avete sempre con voi; ma me non avete sempre. La gran folla dei Giudei seppe dunque ch&#8217;egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Ges\u00f9, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. Ma i capi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, perch\u00e9, per cagion sua, molti dei Giudei andavano e credevano in Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Galati 1,14 e mi segnalavo nel giudaismo pi\u00f9 di molti della mia et\u00e0 fra i miei connazionali, essendo estremamente zelante delle tradizioni dei miei padri.<\/p>\n\n\n\n<p>Filippesi 3,5-6 io, circonciso l&#8217;ottavo giorno, della razza d&#8217;Israele, della trib\u00f9 di Beniamino, ebreo d&#8217;ebrei; quanto alla legge, Fariseo; quanto allo zelo, persecutore della Chiesa; quanto alla giustizia che \u00e8 nella legge, irreprensibile.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste note sono basate su notizie storiche pi\u00f9 o meno certe, ma almeno attendibili, ricavate dai testi sacri, sia canonici che apocrifi, e da testi di analisi storica, sulle memorie emerse nelle nostre riflessioni interiori, e da decine di notizie confermate molte volte, in modo del tutto indipendente, da oltre cento persone, durante le loro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7396,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[71],"class_list":["post-1122","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","tag-miriam"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1122"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8063,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1122\/revisions\/8063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}