{"id":1257,"date":"2020-11-24T14:14:09","date_gmt":"2020-11-24T14:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dottabbate.it\/?p=1257"},"modified":"2022-02-21T17:39:28","modified_gmt":"2022-02-21T16:39:28","slug":"unione-e-separazione-nel-dualismo-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dottabbate.com\/it\/unione-e-separazione-nel-dualismo-2012\/","title":{"rendered":"UNIONE E SEPARAZIONE NEL DUALISMO (2012)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1257\" class=\"elementor elementor-1257\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3a7c5c79 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3a7c5c79\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-79658d56\" data-id=\"79658d56\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-116e9a75 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"116e9a75\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n<p><strong>Se ci chiediamo qual \u00e8 l\u2019opposto dell\u2019unione viene spontaneo pensare alla separazione. <\/strong>Per\u00f2 questo \u00e8 frutto della nostra immersione nella dualit\u00e0, secondo la logica di reciprocit\u00e0 gi\u00e0 esposta in passato. Quindi unione e separazione sono solo due facce della stessa medaglia, e sono inversamente eguali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, nel linguaggio comune, nell\u2019ambito della coppia, si dice: \u201cla mia met\u00e0\u201d, riferendosi alla propria compagna o al proprio compagno di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene, il reciproco di&nbsp; \u00e8 2, cio\u00e8 il reciproco della \u201cdolce\u201d met\u00e0 \u00e8 la coppia. In questa logica, ben rappresentata dalla matematica, non si arriva mai all\u2019unit\u00e0, cio\u00e8 all\u2019unione, perch\u00e9 il legame (&nbsp;) separa l\u20191 (l\u2019identit\u00e0) dalla coppia (2) creando la met\u00e0 (&nbsp; ). <br>E se lego, con il segno, due met\u00e0, ottengo lo zero, il nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico modo per arrivare all\u2019unit\u00e0 \u00e8 rompere il legame, cio\u00e8 graficamente passare da&nbsp; a&nbsp; , di modo che ogni met\u00e0 si separi dall\u2019altra, e da questa separazione nasca una relazione d\u2019unione, del tipo&nbsp; = 1.<\/p>\n\n\n\n<p>Da notare come graficamente la rottura del legame porti alla croce, cio\u00e8 al segno , che da sempre \u00e8 il simbolo dell\u2019Amore sia sul piano verticale, sia sul piano orizzontale, cio\u00e8 l\u2019Amore spirituale e quello verso tutto ci\u00f2 che ci circonda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La chiave per essere Amore \u00e8 rompere ogni legame e vivere nell\u2019unione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2<strong> il nostro corpo e la sua mente sono immersi nella dualit\u00e0<\/strong>, e questo ci complica il percorso, perch\u00e9 da quanto detto emerge una specie di paradosso: per essere 1 con tutti dobbiamo prima rompere i legami, poi separare la nostra unit\u00e0 individuale, quindi riunirci con il tutto. Alla nostra mente sembra paradossale che all\u2019unione si possa arrivare solo attraverso un processo di separazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho detto separare la nostra unit\u00e0 individuale perch\u00e9 noi stessi siamo composti, nella materia, dall\u2019unione di due met\u00e0, che si manifestano in vari modi: corpo fisico e anima, che \u00e8 un corpo anch\u2019essa, energia maschile e femminile, yin e yang, due emisferi cerebrali, simmetrie del corpo fisico, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercher\u00f2 ora di fare degli esempi, sempre usando la matematica, per chiarire i rapporti particolari, sia in ambito comunitario che nel rapporto di coppia.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019ora in poi, per comodit\u00e0, sostituir\u00f2 il segno di frazione&nbsp;con il segno \/.<\/p>\n\n\n\n<p>Supponiamo di essere in una comunit\u00e0 di n persone, con n=5. Possiamo vivere questa situazione e i relativi rapporti in due modi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 pensarsi come un membro della comunit\u00e0, quindi 1\/5, cio\u00e8 la mia identit\u00e0 (1) in rapporto alla totalit\u00e0 del gruppo (5). Questo non crea unione, ma legame tra i membri. Pi\u00f9 questo legame \u00e8 forte e pi\u00f9 la comunit\u00e0 \u00e8 numerosa, pi\u00f9 mi sentir\u00f2 forte e protetto, trasformando la mia debolezza (1\/n), che \u00e8 sempre pi\u00f9 grande al crescere di n, perch\u00e9 1\/n come valore diminuisce al crescere di n, in una grande forza apparente, tanto pi\u00f9 grande quanto pi\u00f9 grande sar\u00e0 n. Questo \u00e8 il meccanismo delle folle e della adunate oceaniche, di triste memoria, ma che tutt\u2019ora viene utilizzato in molti ambiti per asservire l\u2019individuo alle volont\u00e0 di chi tira le fila.<\/p>\n\n\n\n<p>Viceversa si pu\u00f2 vivere la comunit\u00e0 in unione con gli altri membri, e in questo caso non ha importanza la grandezza di n, se non per il fatto che pi\u00f9 \u00e8 grande n pi\u00f9 ci sentiremo piccoli. Per\u00f2 qualsiasi sia n, la somma degli n termini individuali sar\u00e0 sempre 1, cio\u00e8 matematicamente \u03a31n (1\/n) = 1.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi <strong>come viviamo la stessa realt\u00e0 dipende solo da noi stessi<\/strong>: se mettiamo la nostra identit\u00e0 a disposizione dell\u2019Amore incondizionato, senza paura delle nostre debolezze, o se abbiamo bisogno di affrontare le nostre paure attraverso un legame che ci dia una sensazione di forza, almeno apparente, ma rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p>E tanto \u00e8 pi\u00f9 grande la comunit\u00e0 nella quale ci riconosciamo in questo modo, tanto pi\u00f9 questo legame risulter\u00e0 pericoloso a tutti i livelli, individuali o sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendendo in considerazione la sequenza dei numeri naturali, il rapporto con il valore assoluto pi\u00f9 grande \u00e8 quello legato al numero 2, cio\u00e8 \u00bd.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse questo rapporto \u00e8 il pi\u00f9 grande possibile perch\u00e9 viviamo nel dualismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi la coppia \u00e8 il terreno particolare e migliore dove sperimentarsi in questa evoluzione. <\/strong><br>La maggior parte delle coppie si \u00e8 legata attraverso un patto, come \u00e8 chiaro pensando al matrimonio, sancito da un contratto scritto. Da notare che \u201cmatrimonio\u201d \u00e8 il femminile di \u201cpatrimonio\u201d, che sono le due dimensioni del patto di ruolo: proteggere la madre e i mezzi di sostentamento della famiglia (\u201cmatrem munere\u201d e \u201cpater monium\u201d). Anche il rito del matrimonio, nella sua formulazione verbale, rimanda a un chiaro \u201cvincolo\u201d frutto di un legame.<\/p>\n\n\n\n<p>Se da una parte \u00e8 chiaro l\u2019importante valore di tutto ci\u00f2, e come sia possibile fare un bel percorso di crescita comune attraverso il vincolo matrimoniale, da quanto detto emerge anche la possibilit\u00e0 di superare tutto questo attraverso un diverso modo di essere. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Tanti possono essere i modi, ma propongo di partire riflettendo sul fatto che noi non siamo ci\u00f2 che facciamo, e quindi non possiamo identificarci con i nostri ruoli. Allargando il discorso oltre il matrimonio e considerando ogni coppia, rompere il legame significa separarsi, ma questo non significa divorziare: la separazione di cui parlo \u00e8 altro. Separarsi ha senso solo se \u00e8 chiara la volont\u00e0 di unione, altrimenti non ha senso, se non per egoismo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta ha pi\u00f9 importanza l\u2019onest\u00e0 delle nostre intenzioni che la valutazione delle singole azioni. Come detto all\u2019inizio l\u2019unione di coppia nasce dalla somma dei due membri, dalla compenetrazione. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019essere \u201cuna sola carne\u201d \u00e8 essere 1, indivisibile, quindi con un processo che non prevede possibilit\u00e0 di ritorno. Qualsiasi legame tra 2 elementi prevede la possibilit\u00e0 di rottura del legame, e quindi il ritorno alle unit\u00e0 singole. Ma nell\u2019unione questo non \u00e8 possibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo due bottiglie, una d\u2019acqua semplice e una d\u2019acqua gasata. Se le metto in un porta bottiglie che le tiene assieme, che rappresenta il legame, le potr\u00f2 far viaggiare assieme, ma se voglio posso separarle in qualsiasi momento, tornando alle due bottiglie originali. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma se invece mescolo le due bottiglie assieme, cio\u00e8 le unisco, otterr\u00f2 due bottiglie d\u2019acqua, ma di un\u2019acqua nuova, n\u00e9 gasata n\u00e9 non, e non potr\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro agli originali. Non solo. Anche se trasportassi una sola delle due bottiglie, sarebbe come avere la presenza anche dell\u2019altra, essendo diventate queste identiche. Questo \u00e8 il miracolo di aver raggiunto l\u2019unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprender\u00f2 questo concetto al termine, utilizzando la fisica quantistica, con esempi reali convalidati a livello sperimentale, forse pi\u00f9 complessi dell\u2019esempio immaginario suddetto, ma sicuramente pi\u00f9 concreti, perch\u00e9 reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi esperimenti ci portano a pensare che <strong>possiamo essere 1 con ogni essere vivente<\/strong>, e allora il nostro stupore aumenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se raggiungiamo la consapevolezza che siamo 1 con tutto e con tutti, allora siamo arrivati alla contemplazione del Creato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed infine, se arriviamo a vivere e sperimentare consapevolmente tutto questo, allora siamo arrivati all\u2019<strong>illuminazione<\/strong>, che \u00e8 la situazione propedeutica alla resurrezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Tao<\/strong> parla in modo molto chiaro di questa dualit\u00e0 complementare, e il suo ben noto simbolo \u00e8 perfetto per comprendere l\u2019impossibilit\u00e0 di separare una unione. Nel simbolo del Tao le due parti complementari comprendono ciascuna un\u2019area dell\u2019altra parte; quindi anche se si separassero le due parti, l\u2019altra parte continuerebbe a coesistere, per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste considerazioni ci portano a scoprire che in realt\u00e0<strong> siamo gi\u00e0 tutti appartenenti all\u2019unit\u00e0<\/strong>, come la fisica quantistica ci dimostra, e che questa \u00e8 una situazione di fatto, non modificabile. Quello che ci manca \u00e8 sia la consapevolezza di questa condizione, sia la forza di accettare di viverla. In pratica, le paure della nostra mente hanno troppo spesso il sopravvento. Come sempre <strong>la paura \u00e8 l\u2019unico nemico della Fede.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo cos\u00ec arrivati alla vera dimensione di queste riflessioni, che \u00e8 di portata cosmica, e riguarda ogni aspetto della creazione. Per\u00f2 restringiamo il discorso a noi, cio\u00e8 all\u2019uomo, e alla sua evoluzione. Quanto detto riguarda sia il percorso spirituale di ogni singolo individuo, sia la prospettiva, che ci accomuna tutti, di essere prossimi ad un salto generazionale, ad un passaggio di stato, ad addentrarci in \u201cnuovi cieli e nuove terre\u201d, attraversando il Giorno del Giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le religioni hanno previsto quanto sta accadendo, e i Maestri hanno fatto riferimento a questa necessaria \u201cseparazione\u201d. Per\u00f2 il loro messaggio \u00e8 stato travisato e riferito solo ad una separazione di massa, in una logica di contrapposizione tra \u201cbuoni\u201d e \u201ccattivi\u201d, mentre forse il discorso doveva essere inteso in altro modo.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo senza negare che ad altri livelli, non umani, esista veramente una battaglia, detta Armageddon, tra le entit\u00e0 del Bene e del Male. Per noi stare con il Bene o con il Male \u00e8 una scelta di campo, di tipo fondamentale, da cui dipende la nostra evoluzione, ma questa scelta, qualunque sia, non ci estranea dalla logica dualistica del bene e del male. In altre parole, anche chi&nbsp; ha scelto di stare dalla parte del Bene non pu\u00f2 fare solo il bene, ma \u00e8 inevitabile che alcune sue azioni appaiano come male.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 tutte le azioni sono bene e male nello stesso tempo, e il nostro giudizio dipende solo da dove poniamo il punto di osservazione del fenomeno, esattamente come ogni particella elementare \u00e8 simultaneamente onda o materia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo cos\u00ec addentrati nella dimensione personale, sulla quale forse non si \u00e8 riflettuto abbastanza rispetto all\u2019eredit\u00e0 di sapienza che ci \u00e8 stata lasciata dai Maestri. Da ci\u00f2, ad esempio, brani del Vangelo che risultano di difficile spiegazione in una logica ristretta, e di conseguenza vengono sistematicamente o ignorati, o non commentati, o travisati. Non voglio tornare qui sulle considerazioni relative alla contrapposizione del male e del bene, ma cercare d\u2019identificare come la separazione sia stata vista e vissuta dai Maestri nella loro esperienza terrena e nelle loro parole.<\/p>\n\n\n\n<p>I testi sacri sono frutto delle loro esperienze di Vita, e per questo se riusciamo a comprendere l\u2019esperienza, piuttosto che le parole, questo ci pu\u00f2 aiutare molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando alla <strong>separazione come strada per l\u2019unione<\/strong>, riporto e commento alcuni brani, in corsetto, estratti dalla <strong>Bibbia<\/strong>, dai <strong>Vangeli<\/strong> e dal <strong>Corano<\/strong>, che si dovrebbero interpretare in questa nuova luce. Per\u00f2 chi preferisce non farsi influenzare da alcuna religione, pu\u00f2 tranquillamente saltare questi paragrafi ed andare alla parte ultima, che \u00e8 stata scritta sulla base delle mie esperienze e conoscenze, a prescindere da quanto segue immediatamente. Per contro, \u00e8 interessante capire queste testimonianze di diversa origine, anche se dobbiamo tener conto dei cambiamenti culturali che sono avvenuti nell\u2019evoluzione dell\u2019uomo e della teologia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GEN 1:1-5<\/strong> In principio Dio cre\u00f2 il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l&#8217;abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: &#8220;Sia la luce!&#8221;. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separ\u00f2 la luce dalle tenebre e chiam\u00f2 la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo giorno della creazione \u00e8 il giorno della manifestazione di Dio, attraverso il Creato, e di origine del tempo. Faccio notare subito che questo \u201cDio\u201d crea tutto, plasma l\u2019uomo, ma non crea l\u2019acqua, che \u00e8 a lui pre-esistente. La luce, sia quella bianca che quella nera, sono le Sue due dimensioni, quando dall\u2019assoluto, le tenebre, si passa a una dimensione duale. <\/p>\n\n\n\n<p>Una <strong>dimensione duale <\/strong>non poteva rimanere nelle tenebre, perch\u00e9 le tenebre erano \u201cluce immanifesta\u201d, portata ora a manifestarsi da quel \u201cSia la luce!\u201d. Cos\u00ec si crea la prima divisione della storia, tra luce manifesta e tenebre, che non \u00e8 l\u2019opposto della luce o l\u2019assenza di luce, ma \u00e8 luce immanifesta, tra giorno e notte, tutti modi per parlare delle due facce di una unica medaglia, che potremmo chiamare \u201clo scorrere della vita nel tempo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Da notare che \u201clo spirito di Dio aleggiava sulle acque\u201d, e continua questa situazione sino al giorno successivo. Emerge gi\u00e0 da questo primo evento di separazione l\u2019errore umano nell\u2019interpretare la Vita: giorno e notte non sono contrapposti, sono \u201cinversamente eguali\u201d, ed appartengono a un tutt\u2019uno. Dio \u00e8 Signore della luce come delle tenebre, noi siamo chiamati a vivere nella luce e nelle tenebre.<strong> La luce non ci deve dare conforto cos\u00ec come le tenebre non ci devono spaventare, perch\u00e9 sono la stessa cosa, sono solo frutto della dualit\u00e0 introdotta in questo primo giorno della creazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>GEN 1:6-8<\/strong> Dio disse: &#8220;Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque&#8221;. Dio fece il firmamento e separ\u00f2 le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E cos\u00ec avvenne. Dio chiam\u00f2 il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo al <strong>secondo giorno della creazione<\/strong>, e troviamo una nuova separazione. Dalla precedente, che riguardava la manifestazione dell\u2019energia divina e del tempo, ora passiamo all\u2019anima, cio\u00e8 delle emozioni che permettono la Vita. Perch\u00e9 Dio crea? <\/p>\n\n\n\n<p>La risposta pu\u00f2 essere: \u201cPerch\u00e9 per Lui \u00e8 impossibile non creare, Lui \u00e8 Amore creativo\u201d. Bene, ma allora perch\u00e9 realizza questa particolare creazione? La risposta pu\u00f2 essere: \u201cPerch\u00e9 deve sperimentarsi, ha in S\u00e9 la consapevolezza totale dell\u2019Essere, ma vuole sperimentare la sua creazione, con un progetto innovativo (il progetto Uomo-Terra), e \u201cvivere\u201d le emozioni\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo passa attraverso questa nuova separazione, la separazione delle acque, unico elemento che esiste da sempre, da prima della creazione. Molti storici o teologi hanno cercato di dare una spiegazione razionale a queste \u201cacque che son sopra il firmamento\u201d, ma pochi ne hanno capito il significato simbolico profondo. Dobbiamo tornare al giorno precedente, che si era chiuso con un spirito di Dio che continuava ad aleggiare sulle acque, non ancora divise.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le acque erano prima della creazione, mi sembra facile capire che non si sta parlando della molecola dell\u2019acqua, che come ogni materia \u00e8 nata dopo, ma di un\u2019altra acqua, non materiale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dividere le acque significa dividere le emozioni<\/strong>, spaccare le emozioni su due piani diversi. Pi\u00f9 volte ho detto che anima ed emozioni terrene sono un tutt\u2019uno, e questo corrisponde alle acque che stanno sotto il firmamento. Mi corre l\u2019obbligo di specificare il termine \u201canima\u201d, perch\u00e9 l\u2019anima non \u00e8 altro che il corpo \u201castrale\u201d che \u00e8 associato ad ogni cosa, e si manifesta come un\u2019aura che oltrepassa i limiti del corpo fisico. Le emozioni, per l\u2019anima, sono quello che per il nostro corpo sono le idee. Come ben sa chi \u00e8 capace di vedere l\u2019aura, ogni cosa, montagna o albero, animale o persona, \u00e8 dotata di un\u2019aura, cio\u00e8 di un\u2019anima. Di qui la possibilit\u00e0, ad esempio, d\u2019influenzare la crescita delle piante con la preghiera, come si fa nell\u2019agricoltura omeodinamica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 solo gli \u201canima-li\u201d sono dotati della coscienza di possedere questa dimensione, ed \u00e8 per questo che noi siamo stati fatti, non creati, nello stesso giorno, il sesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 gli animali hanno solo una coscienza di gruppo, mentre l\u2019uomo ha una coscienza individuale. Ma oltre la nostra anima c\u2019\u00e8 il nostro spirito, che ha la possibilit\u00e0 di vivere le emozioni oltre il firmamento, in quel livello che non \u00e8 accessibile attualmente a qualsiasi anima terrena. Ancora una volta una parziale interpretazione di questo brano ha dato luogo a concepire dei limiti che non abbiamo, appartenendo all\u2019Uno. Le acque sono state divise, ma questa non \u00e8 una separazione, \u00e8 come sempre la necessit\u00e0 imposta dal dualismo: sono le solite due facce, seppure per una medaglia che va oltre il terreno! Altrimenti quella intima relazione di Amore con il \u201cpap\u00e0 nostro\u201d, che qualcuno ha voluto specificare che \u201csta nei cieli\u201d, come sarebbe possibile?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GEN 2:4-8 <\/strong>Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata perch\u00e9 il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo e faceva salire dalla terra l&#8217;acqua dei canali per irrigare tutto il suolo; allora il Signore Dio plasm\u00f2 l&#8217;uomo con polvere del suolo e soffi\u00f2 nelle sue narici un alito di vita e l&#8217;uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piant\u00f2 un giardino in Eden, a oriente, e vi colloc\u00f2 l&#8217;uomo che aveva plasmato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GEN 2:18-24<\/strong> Poi il Signore Dio disse: &#8220;Non \u00e8 bene che l&#8217;uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile&#8221;. Allora il Signore Dio plasm\u00f2 dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all&#8217;uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l&#8217;uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Cos\u00ec l&#8217;uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l&#8217;uomo non trov\u00f2 un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull&#8217;uomo, che si addorment\u00f2; gli tolse il suo complemento [non \u201cuna delle costole\u201d che \u00e8 frutto di un errore di traduzione dei greci] e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasm\u00f2 con il complemento [non \u201cla costola\u201d], che aveva tolto all&#8217;uomo, una donna e la condusse all&#8217;uomo. Allora l&#8217;uomo disse: &#8220;Questa volta essa \u00e8 carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamer\u00e0 donna perch\u00e9 dall&#8217;uomo \u00e8 stata tolta&#8221;. Per questo l&#8217;uomo abbandoner\u00e0 suo padre e sua madre e si unir\u00e0 a sua moglie e i due saranno una sola carne.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8<strong> la versione pi\u00f9 antica della Genesi,<\/strong> che i sacerdoti fecero anticipare dal cap.1 fornendo in epoche successive un maggior dettaglio della creazione. Questa descrizione delle origini dell\u2019uomo \u00e8 stata purtroppo inquinata da un errore dei traduttori greci, che hanno fatto diventare \u201ccostola\u201d la parola che nell\u2019originale era \u201ccomplemento\u201d. Per\u00f2 \u00e8 distorta anche da un errato utilizzo dei termini \u201cuomo\u201d e \u201cdonna\u201d, che per\u00f2, in mancanza d\u2019altro, anche noi saremo costretti ad usare. Ripristinando l\u2019originale molte concetti vanno a posto. Il primo \u00e8 che ADM, Adam, non \u00e8 il primo uomo n\u00e9 Adamo, che in ebraico si scrive in altro modo, ma \u00e8 la matrice dell\u2019intera umanit\u00e0, ed \u00e8 un \u201cuno\u201d, non separato, che per\u00f2 proprio per la sua natura non trova una propria collocazione nel Creato. Da ci\u00f2 l\u2019affermazione che non \u00e8 bene questa situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>ADM si appropria di tutti gli esseri pi\u00f9 simili a lui, cio\u00e8 gli animali, i viventi dotati di un\u2019anima. Ho detto si appropria perch\u00e9 dare il nome, nella cultura arabica, significa diventare proprietario. Per\u00f2 nessun essere vivente pu\u00f2 essere simile ad Adam, che \u00e8 un essere di luce. Allora da lui viene estratto il complemento, e cos\u00ec vengono forgiati due esseri, che nell\u2019originale sono detti semplicemente \u201c<strong>a-ish<\/strong>\u201d e \u201c<strong>a-isha<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi due termini vengono tradotti con uomo e donna, dove l\u2019uomo corrisponde a quello che noi chiamiamo Adamo, ma la donna non \u00e8 Eva, che entrer\u00e0 in gioco solo successivamente, ma \u00e8 la donna, identica e complementare ad Adamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista analitico, <strong>a-ish (Aleph Jod Schin) <\/strong>rappresenta &#8220;tutto ci\u00f2 che \u00e8 nascosto nel suo Principio e che \u00e8 condensato, tutto ci\u00f2 che \u00e8 concentrato in un punto&#8221;, per esempio nell&#8217;Io; indica, in altre parole l&#8217;Essere, con la sua personalit\u00e0 intellettuale, la logica, e la capacit\u00e0 di elaborare le idee; questa parola evidenzia, in sostanza, la facolt\u00e0 intellettuale dell&#8217;Umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario la parola a-isha, che ha alla sua base la radice &#8220;H\u00e9&#8221; accompagnata da Alef Schin H\u00e9, pu\u00f2 essere sia un verbo che un sostantivo. Di fatto deriva dal e si collega al precedente a-ish e significa sia la &#8220;facolt\u00e0 volitiva&#8221; ossia la Volont\u00e0 sulla quale l&#8217;Essere intellettuale si basa, sia la facolt\u00e0 volitiva dell&#8217;Umanit\u00e0 intellettuale. Inoltre, essendo sia verbo che sostantivo, per me indica l\u2019inscindibilit\u00e0, a questo livello, tra il Volere e il Potere: ogni volont\u00e0 si concretizza, sia a livello personale, di coloro che sanno collegarsi a questo livello, sia a livello comunitario, se si raggiunge quella massa critica di pensiero che la scienza ha ormai individuato e codificato nella espressione mc=\u221a 0,01 x mT, dove mc \u00e8 il valore della massa critica necessaria al cambiamento e mT \u00e8 la massa totale delle persone coinvolte nel cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A-ish e a-isha sono quindi due matrici<\/strong>, prototipi o archetipi, due esseri di luce, allo stesso livello, perch\u00e9 non \u00e8 a-ish che da il nome alla sua compagna, come invece succeder\u00e0 poi con Eva.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo il meraviglioso gioco di parole che si pu\u00f2 gustare nell\u2019originale, ad esempio tra \u201ccomplemento\u201d e \u201ca-isha\u201d, viene perso a causa della traduzione in un\u2019altra lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec anche l\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0, non creata ma plasmata, <strong>\u00e8 frutto di una separazione tra due elementi complementari,<\/strong> non l\u2019uomo e la donna ma i loro archetipi, che per\u00f2 hanno sempre la possibilit\u00e0 di ritornare ad una unione completa. Quel \u201ce i due saranno una sola carne\u201d \u00e8, in un linguaggio semplice, l\u2019immagine della possibilit\u00e0 di tornare 1 a partire dalle due met\u00e0, attraverso un processo di unione, stabilito dal \u201csi unir\u00e0\u201d, ma non di legame.<\/p>\n\n\n\n<p>Per contro, i due soggetti a cui si riferisce la frase non sono l\u2019uomo e la donna, tanto meno Adamo ed Eva, che sono all\u2019origine dell\u2019attuale umanit\u00e0, e questo ha generato molte confusioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ESO 26:31-33<\/strong> Farai il velo di porpora viola, di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. Lo si far\u00e0 con figure di cherubini, lavoro di disegnatore. Lo appenderai a quattro colonne di acacia, rivestite d&#8217;oro, con uncini d&#8217;oro e poggiate su quattro basi d&#8217;argento. Collocherai il velo sotto le fibbie e l\u00e0, nell&#8217;interno oltre il velo, introdurrai l&#8217;arca della Testimonianza. Il velo sar\u00e0 per voi la separazione tra il Santo e il Santo dei santi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo brano \u00e8 estratto dal libro dell\u2019Esodo e <strong>riguarda le istruzioni per realizzare il \u201csancta sanctorum\u201d<\/strong>. Questa parte sacra del Tempio era separata dal resto e vi poteva entrare solo il Sommo Sacerdote, una volta l\u2019anno, allo Yom kippur, per pronunciare il Nome di Dio, la cui pronuncia era solo a lui nota, e incensare l\u2019arca dell\u2019alleanza. Ho riportato questo brano per far notare l\u2019ultima frase e la separazione che introduce. Il velo separa il luogo Santo di Dio da ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 Santo per gli uomini. Ma non stavamo parlando di un\u2019alleanza? Come mai un\u2019alleanza, simboleggiata da quell\u2019arca, da luogo ad una separazione? <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alleanza non \u00e8 tra i sacerdoti e Dio, che allora la separazione sarebbe comprensibile, ma \u00e8 tra Dio e il suo popolo, tra Lui e tutti. La spiegazione \u00e8 semplice se si comprende il meccanismo dell\u2019unione. Dio non vuole stabilire un legame con gli uomini, <strong>li vuole liberi<\/strong>, anche liberi di sbagliare e di ribellarsi a Lui. Inoltre non vuole che alcun uomo si leghi a Lui, perch\u00e9 sa che questo legame non lo porterebbe alla santit\u00e0 e alla scoperta della dimensione divina dell\u2019uomo, scoperta indispensabile per entrare in unione con Lui. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario impedire questo legame, ma nello stesso tempo ricordare che esiste questa Alleanza; la soluzione \u00e8 separare il simbolo dell\u2019Alleanza da coloro che sono i destinatari dell\u2019Alleanza stessa. Se gli uomini sapranno riconoscere il \u201csancta sanctorum\u201d che \u00e8 in loro, allora sar\u00e0 possibile una nuova alleanza, la nuova alleanza di cui parla Ges\u00f9. L\u2019arca non sar\u00e0 pi\u00f9 necessaria, perch\u00e9 ogni \u201csanto\u201d sar\u00e0 il contenitore che contiene questa alleanza con il \u201cpap\u00e0\u201d, e che permette a Ges\u00f9 di dire: \u201cIo e Pap\u00e0 (il Padre nella imprecisa traduzione corrente) siamo la stessa cosa\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MT 10:34-42 <\/strong>Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell&#8217;uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre pi\u00f9 di me non \u00e8 degno di me; chi ama il figlio o la figlia pi\u00f9 di me non \u00e8 degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non \u00e8 degno di me. Chi avr\u00e0 trovato la sua vita, la perder\u00e0: e chi avr\u00e0 perduto la sua vita per causa mia, la trover\u00e0. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avr\u00e0 la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avr\u00e0 la ricompensa del giusto. E chi avr\u00e0 dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perch\u00e9 \u00e8 mio discepolo, in verit\u00e0 io vi dico: non perder\u00e0 la sua ricompensa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LC 14:26-35 <\/strong>&#8220;Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non pu\u00f2 essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non pu\u00f2 finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non \u00e8 stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se pu\u00f2 affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l&#8217;altro \u00e8 ancora lontano, gli manda un&#8217;ambasceria per la pace. Cos\u00ec chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non pu\u00f2 essere mio discepolo. Il sale \u00e8 buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si saler\u00e0? Non serve n\u00e9 per la terra n\u00e9 per il concime e cos\u00ec lo buttano via. Chi ha orecchi per intendere, intenda&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti i discorsi di Ges\u00f9 sono riportati in pi\u00f9 Vangeli, mentre <strong>questo discorso \u00e8 presente in tutti<\/strong>, seppure in modo pi\u00f9 o meno esteso, e quindi questa eccezionalit\u00e0 testimonia quanto sia importante. Per contro le parole di Ges\u00f9 sono, apparentemente, molto dure e difficilmente conciliabili con il contesto generale del suo messaggio. Come conciliare \u201cla spada\u201d o \u201codia suo padre, \u2026\u201d con \u201cama il prossimo tuo come te stesso\u201d? <\/p>\n\n\n\n<p>Tra l\u2019altro Ges\u00f9, in un altro momento, aveva specificato che per seguirlo non bastava amare i propri cari, ma si doveva amare anche i propri nemici, il prossimo in&nbsp; generale, e lo stesso concetto era stato esplicitato nella parabola del buon samaritano. Ho riportato i Vangeli di Matteo e Luca perch\u00e9 sono i pi\u00f9 completi. A voi rileggere e comprendere sotto una nuova luce, quella dell\u2019unione, quanto ci \u00e8 stato trasmesso. Sottolineo solo che Ges\u00f9 parla della \u201cpropria croce\u201d, e spesso questo passaggio \u00e8 stato messo erroneamente con la morte in croce che far\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>La croce di cui parla Ges\u00f9 \u00e8 un\u2019altra, non certo il legno al quale non \u00e8 ancora arrivato e il cui riferimento avrebbe reso il discorso incomprensibile a tutti gli ascoltatori, <strong>la croce \u00e8 quella dell\u2019Amore incondizionato che unisce l\u2019alto con il basso<\/strong>,<strong> la sinistra con la destra<\/strong>. Inoltre \u00e8 la \u201cpropria\u201d, quindi ogni singola persona deve trovare il suo cammino per arrivare a questo Amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre quella rinuncia ai propri averi non significa fare voto di povert\u00e0, come talvolta \u00e8 stato detto, ma \u00e8 un chiaro riferimento alla rottura dei legami. Rimando all\u2019incontro con il giovane ricco, che \u00e8 una persona buona, che ha sempre usato le sue ricchezze per il bene degli altri, e Ges\u00f9 lo sa e lui lo dice, ma Ges\u00f9 gli chiede di rompere i suoi legami e cambiare vita. Quel &#8220;Se vuoi essere perfetto, v\u00e0, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi&#8221; \u00e8 importante da capire. Non quindi una povert\u00e0 materiale, che lo stesso Ges\u00f9 non avrebbe condiviso, visto come andava vestito, ma la rinuncia al denaro e a tutti i beni come atto di rottura di tutti i legami.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine c\u2019\u00e8 quel \u201c\u2026 non odia \u2026 perfino la propria vita\u201d che fa coppia con \u201cChi avr\u00e0 trovato la sua vita, la perder\u00e0\u201d.&nbsp; Queste affermazioni hanno almeno due valenze. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima riguarda la nostra ricerca interiore: chi ha la consapevolezza dell\u2019unione con il tutto, ha conquistato anche la consapevolezza che la sua vita \u00e8 nelle mani della Vita, e si lascia guidare nell\u2019umilt\u00e0, cio\u00e8 mantenendo la fronte eretta ma i piedi ben per terra. Viceversa sono i superbi che pensano di essere al di sopra della Vita e di dominarla. <\/p>\n\n\n\n<p>La seconda valenza riguarda lo stato d\u2019animo di chi ha raggiunto questa consapevolezza, che \u00e8 segnato da un distacco da tutte le cose, e dagli eventi, coniugato a una amorevole partecipazione agli stessi. Sembrerebbe una contraddizione, ma non lo \u00e8. Questa modalit\u00e0 di vivere \u00e8 di natura instabile, come se pendolasse tra due punti, e comporta ad un estremo la beatitudine dell\u2019essere, nella percezione della propria dimensione divina, ma nell\u2019altro estremo la continua insoddisfazione per dove si \u00e8 arrivati e la consapevolezza della propria pochezza rispetto al Tutto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MT 12:46-50 <\/strong>Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: &#8220;Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti&#8221;. Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: &#8220;Chi \u00e8 mia madre e chi sono i miei fratelli?&#8221;. Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: &#8220;Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perch\u00e9 chiunque fa la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli, questi \u00e8 per me fratello, sorella e madre&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MC 3:31-35 <\/strong>Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: &#8220;Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano&#8221;.&nbsp; Ma egli rispose loro: &#8220;Chi \u00e8 mia madre e chi sono i miei fratelli?&#8221;. Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: &#8220;Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volont\u00e0 di Dio, costui \u00e8 mio fratello, sorella e madre&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LC 8:19-21 <\/strong>Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: &#8220;Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti&#8221;. Ma egli rispose: &#8220;Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa reazione di Ges\u00f9 \u00e8 riportata in questi Vangeli, e <strong>segue sempre la logica della rottura dei legami.<\/strong> Neppure una intima relazione cos\u00ec importante come quella con la propria madre viene esclusa dalla rottura dei legami e ricondotta a una unione, l\u2019unione di tutti coloro che fanno la volont\u00e0 del Padre, mettendo in pratica la sua parola. Attenzione al passaggio di Luca: la parola di Dio crea, Dio ha creato tutto con la parola, metterla in pratica significa quindi diventare co-creatori, creare in unione con Lui, che \u00e8 poi quello che non solo Ges\u00f9 ma tutti i Maestri ci hanno testimoniato come possibilit\u00e0 per ogni \u201cfiglio dell\u2019uomo\u201d di buona volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MT 13:24-30 <\/strong>Un&#8217;altra parabola espose loro cos\u00ec: &#8220;Il regno dei cieli si pu\u00f2 paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, semin\u00f2 zizzania in mezzo al grano e se ne and\u00f2. Quando poi la messe fior\u00ec e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perch\u00e9 non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l&#8217;una e l&#8217;altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dir\u00f2 ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho riportato questo brano perch\u00e9 stiamo vivendo i tempi della manifestazione del grano e della zizzania, anche se non siamo ancora arrivati alla mietitura. <strong>Ma come distinguere il grano dalla zizzania, visto che crescono assieme, per volont\u00e0 di Dio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se il Creatore avesse voluto impedire questo, lo avrebbe potuto fare, ma invece ha permesso che nel suo Regno qualcuno seminasse sia il grano che la zizzania, cio\u00e8 tutto \u00e8 conforme alla Sua volont\u00e0. Qualcuno dice giustamente che l\u2019albero si riconosce dai suoi frutti, e questo \u00e8 un modo per cercare di capire. Ma non \u00e8 perfetto, sia perch\u00e9 di mezzo c\u2019\u00e8 la nostra interpretazione razionale e personale della realt\u00e0, sia perch\u00e9 non possiamo comprendere le intenzioni degli altri, se non attraverso l\u2019unione con loro. Buoni e cattivi, permettetemi di usare questi termini impropri, fanno entrambi azioni cattive e buone, e loro non sono le loro azioni, e le azioni si possono comprendere e valutare osservandole, ma non si pu\u00f2 giudicare chi le ha compiute. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi non \u00e8 restando nella logica del dualismo che possiamo comprendere meglio la realt\u00e0 che ci circonda.<\/strong> L\u2019unica via \u00e8 quella dell\u2019Amore nell\u2019unione, rinunciando a separarsi dalla zizzania, ma amando anche questa, senza voler far giustizia, che alla Giustizia ci penseranno, al momento stabilito, i mietitori. In questo caso saranno loro a fare la separazione, ma ancora una volta sar\u00e0 necessaria una separazione per rendere possibile una unione di tutto il grano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MT <\/strong>19:28-30 E Ges\u00f9 disse loro: &#8220;In verit\u00e0 vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell&#8217;uomo sar\u00e0 seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici trib\u00f9 di Israele. Chiunque avr\u00e0 lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, ricever\u00e0 cento volte tanto e avr\u00e0 in eredit\u00e0 la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MC 10:29-31 <\/strong>Ges\u00f9 gli rispose: &#8220;In verit\u00e0 vi dico: non c&#8217;\u00e8 nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva gi\u00e0 al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra separazione per raggiungere una unione. La vita eterna \u00e8 quella dopo la mietitura del brano precedente, visto che noi tutti siamo stati fatti eterni da sempre, sin dal sesto giorno, e solo un intervento divino pu\u00f2 interrompere l\u2019eternit\u00e0 della condizione umana di alcuni di noi. Da notare che Marco specifica \u201cgi\u00e0 al presente\u201d riportando il tutto quindi alla vita corrente, senza proiettarsi ad ipotesi future. Gi\u00e0 oggi possiamo ricevere cento volte di ci\u00f2 che abbiamo lasciato, e questa \u00e8 una realt\u00e0 ben sperimentato da chi \u00e8 entrato nell\u2019unione: nella separazione ha lasciato le sue poche cose, ma nell\u2019unione ne ha trovate cento volte tanto\u2026 e sicuramente cento \u00e8 solo simbolico, perch\u00e9 ne ha trovate infinite, e il limite di ci\u00f2 che ha trovato \u00e8 solo in se stessi e nella propria capacit\u00e0 di unione con tutto e con tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MT 25:31-46<\/strong> Quando il Figlio dell&#8217;uomo verr\u00e0 nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si sieder\u00e0 sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separer\u00e0 gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porr\u00e0 le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dir\u00e0 a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perch\u00e9 io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dir\u00e0 loro: In verit\u00e0 vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me. Poi dir\u00e0 a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perch\u00e9 ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch&#8217;essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponder\u00e0: In verit\u00e0 vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, non l&#8217;avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la separazione finale, almeno rispetto al passaggio in atto, e riporta all\u2019origine delle cose, seppur in modo parziale. Non \u00e8 un ritorno al passato, ma \u00e8 un ulteriore passo avanti nell\u2019essere tutti uno nella consapevolezza. La vita eterna che conclude il brano \u00e8 il termine di paragone usato da Ges\u00f9 per indicare la vittoria sulla morte, la maggiore di tutte le paure umane, e quindi il superamento di ogni paura. Giovanni, con le sue rivelazioni, chiarir\u00e0 poi che questa non \u00e8 la vittoria definitiva del Bene sul Male, ma \u00e8 solo la vittoria di una battaglia: la \u201cbestia\u201d sar\u00e0 solo impossibilitata ad agire per un certo tempo, dopo di che torner\u00e0 libera. Circa questa separazione, e la sua necessit\u00e0, valgono le stesse considerazioni gi\u00e0 fatte per il grano e la gramigna, che sono una rappresentazione simbolica dello stesso evento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EF 2:13-18 <\/strong>Ora invece, in Cristo Ges\u00f9, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti \u00e8 la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cio\u00e8 l&#8217;inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l&#8217;inimicizia. Egli \u00e8 venuto perci\u00f2 ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo brano Paolo ci fa vedere il risultato dell\u2019unione che si pu\u00f2 realizzare in Cristo Ges\u00f9. <\/strong>Da notare questo termine composto, che non \u00e8 n\u00e9 Ges\u00f9, n\u00e9 Cristo, ma corrisponde, nella visione paolina, ad una nuova entit\u00e0 spirituale che si \u00e8 creata attraverso la resurrezione di Ges\u00f9, che ascendendo al Cielo e avendo perso la sua dimensione umana, si \u00e8 riunificato con il Cristo, dando luogo a due nuova entit\u00e0: Ges\u00f9 Cristo, l\u2019uomo nuovo e il Messia, e Cristo Ges\u00f9, il Re spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>In Cristo Ges\u00f9 \u00e8 possibile realizzare una unione che pu\u00f2 arrivare ai livelli spirituali superiori, quelli del \u201cPadre\u201d, essendo \u201cun solo Spirito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il riferimento a \u201cun solo corpo\u201d rimanda simultaneamente al passato e al futuro: da una parte evoca l\u2019immagine di Adam, prima che fosse separato, mentre apre simultaneamente la prospettiva verso un nuovo corpo, quello che verr\u00e0 chiamato \u201cil corpo mistico del Cristo\u201d, che \u00e8 frutto dell\u2019unione della Spirito con tutti gli uomini di buona volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sura&nbsp; XXX \u201cAr-R\u00fbm\u201d (I Romani) 11-16<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 Allah che d\u00e0 inizio alla creazione e la reitera; quindi a Lui sarete ricondotti. Il Giorno in cui si lever\u00e0 l\u2019Ora, saranno disperati i colpevoli. E non avranno pi\u00f9 intercessori tra coloro che associavano [ad Allah], ma&nbsp; rinnegheranno le loro stesse divinit\u00e0. E il Giorno in cui giunger\u00e0 l\u2019Ora, in quel Giorno verranno separati [i credenti dai miscredenti \u2013 ndr]. Coloro che avranno creduto e compiuto il bene, gioiranno in un prato fiorito. Mentre coloro che saranno stati miscredenti e avranno tacciato di menzogna i Nostri segni e l\u2019incontro nell\u2019altra vita, saranno condotti al castigo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo brano del Corano espone gli stessi concetti di separazione rispetto al \u201cGiorno\u201d del giudizio gi\u00e0 esposti. Per\u00f2 in una visione pi\u00f9 dinamica, visto che Allah non solo ha dato inizio alla creazione, ma la reitera continuamente. Questo incipit permette di capire subito che <strong>\u201cl\u2019incontro nell\u2019altra vita\u201d sar\u00e0 una unione di tipo creativo, dinamica ed evolutiva<\/strong>, non di tipo statico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sura LVII \u201cAl-Hadid\u201d (Il Ferro) 16-29<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 forse giunto, per i credenti, il momento in cui rendere umili i loro cuori nel ricordo di Allah e nella verit\u00e0 che \u00e8 stata rivelata, e di differenziarsi da quelli che ricevettero la Scrittura in precedenza e che furono tollerati a lungo [da Allah]? I&nbsp; loro cuori si indurirono e molti di loro divennero perversi. Sappiate che Allah ravviva la terra morta! Invero vi abbiamo esplicitato i segni affinch\u00e9 riflettiate. Coloro che fanno la carit\u00e0, uomini o donne, concedono un bel prestito ad Allah; lo riscuoteranno raddoppiato e avranno generoso compenso. Coloro che credono in Allah e nei Suoi Messaggeri, essi sono i veridici, i testimoni presso Allah: avranno la loro ricompensa e la loro luce. Coloro che invece non credono e tacciano di menzogna i Nostri segni, questi sono i compagni della Fornace. Sappiate che questa vita non \u00e8 altro che gioco e svago, apparenza e reciproca iattanza, vana contesa di beni e progenie. [Essa \u00e8] come una pioggia: la vegetazione che suscita conforta i seminatori, poi appassisce, la vedi ingiallire e quindi diventa stoppia. Nell\u2019altra vita c\u2019\u00e8 un severo castigo, ma anche perdono e compiacimento da parte di Allah. La vita terrena non \u00e8 altro che godimento effimero. Affrettatevi&nbsp; al perdono del vostro Signore e al Giardino vasto come il cielo e la terra, preparato per coloro che credono in Allah e nei Suoi messaggeri. Questa \u00e8 la grazia di Allah,&nbsp; che Egli d\u00e0 a chi vuole. Allah possiede immensa grazia. Non sopravviene sventura n\u00e9 alla terra n\u00e9 a voi stessi, che gi\u00e0 non sia scritta in un Libro prima ancora che [Noi] la produciamo; in verit\u00e0 ci\u00f2 \u00e8 facile per Allah. E ci\u00f2 affinch\u00e9 non abbiate a disperarvi per quello che vi sfugge e non esultiate per ci\u00f2 che vi \u00e8 stato concesso. Allah non ama i superbi vanagloriosi [e] gli avari che impongono agli altri l\u2019avarizia. Quanto a chi volge le spalle, [sappia che] Allah basta a Se stesso, \u00e8 il Degno di lode. Invero inviammo i Nostri messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia, affinch\u00e9 gli uomini osservassero l\u2019equit\u00e0. Facemmo scendere il ferro [il Corano usa, relativamente al ferro,un verbo che significa &#8220;far scendere&#8221; e che traduciamo anche con &#8220;rivelare&#8221;.&nbsp; \u00c8 quindi interessante osservare che quando si \u00e8 calcolato l&#8217;energia necessaria alla formazione di un atomo di ferro, si \u00e8 scoperto che era indispensabile un&#8217;energia pari a quattro volte quella presente nel sistema solare. Gli scienziati ritengono, pertanto, che il ferro sia un elemento estraneo, venuto sulla Terra e non formatesi su di essa. \u2013 ndr], strumento terribile e utile per gli uomini, affinch\u00e9 Allah riconosca chi sostiene Lui e i Suoi messaggeri in ci\u00f2 che \u00e8 invisibile.&nbsp; Allah \u00e8 forte, eccelso. Invero inviammo No\u00e8 e Abramo e concedemmo ai loro discendenti la profezia e la Scrittura. Alcuni di loro furono ben diretti, ma la maggior parte fu empia. Mandammo poi sulle loro orme i Nostri messaggeri e mandammo Ges\u00f9&nbsp; figlio di Maria, al quale demmo il Vangelo. Mettemmo nel cuore di coloro che lo seguirono dolcezza e compassione; il monachesimo, invece, lo istituirono da loro stessi, soltanto per ricercare il compiacimento di Allah. Non fummo Noi a prescriverlo. Ma non lo rispettarono come avrebbero dovuto. Demmo la loro ricompensa a quanti fra loro credettero, ma molti altri furono empi. O credenti, temete Allah e credete nel Suo Messaggero, affinch\u00e9 Allah vi dia due parti della Sua misericordia, vi conceda una luce nella quale camminerete e vi perdoni. Allah \u00e8 perdonatore, misericordioso. La gente della Scrittura sappia che non ha alcun potere sulla Grazia di Allah. In verit\u00e0 la Grazia \u00e8 nella mano di Allah ed Egli la concede a chi vuole. Allah possiede immensa Grazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa parte del Corano per me \u00e8 splendida, perch\u00e9 chiarisce molti concetti fondamentali. Per contro richiede una lunga meditazione, per comprenderne ogni aspetto. Globalmente il brano pone in rilievo i vari processi di separazione che si sono realizzati nel tempo rispetto a ci\u00f2 che era stato rivelato, ma anche la netta separazione tra la vita terrena e la vita futura. Al di sopra di tutto c\u2019\u00e8 per\u00f2 la Grazia di Allah, che permette l\u2019unione futura, perch\u00e9 Allah perdona ed \u00e8 misericordioso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Shura XLII \u201cAsh-Sh\u00fbr\u00e2\u201d (La&nbsp; Consultazione ) 7-28<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In tal modo Ti abbiamo rivelato un Corano arabo, affinch\u00e9 tu ammonisca la Madre delle citt\u00e0 e coloro che [le abitano] attorno, e affinch\u00e9 tu&nbsp; avverta del Giorno della Riunione [del Giudizio \u2013 ndr], sul quale non c\u2019\u00e8 dubbio alcuno: una parte [di loro] sar\u00e0 nel Giardino, un\u2019altra parte nella Fiamma. Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto [degli uomini] un\u2019unica comunit\u00e0. Ma Egli lascia entrare chi vuole nella Sua misericordia. Gli ingiusti non avranno n\u00e9 patrono n\u00e9 alleato. Prenderanno forse patroni all\u2019infuori di Lui? Allah, Egli \u00e8 il solo patrono. Colui che rid\u00e0 la vita ai morti, Egli \u00e8 l\u2019Onnipotente. Su tutte le vostre controversie, il giudizio [appartiene] ad Allah. Questi \u00e8 Allah, il mio Signore: a lui mi affido e a Lui mi volgo pentito. \u00c8 il Creatore dei cieli e della terra. Da voi stessi ha tratto le vostre spose, e [vi ha dato] il bestiame a coppie. Cos\u00ec vi moltiplica. Niente \u00e8 simile a Lui. Egli \u00e8 l\u2019Audiente, Colui che tutto osserva. [Appartengono] a Lui le chiavi dei cieli e della terra. Elargisce generosamente a chi vuole e a chi vuole lesina. In verit\u00e0 Egli \u00e8 onnisciente. [Egli] ha stabilito per voi, nella religione, la stessa via che aveva raccomandato a No\u00e8, quella che riveliamo a Te, [o Muhammad,] e che imponemmo ad Abramo, a Mos\u00e8 e a Ges\u00f9: \u201cAssolvete al culto e non fatene motivo di divisione\u201d. Ci\u00f2 a cui li inviti \u00e8 invero gravoso per gli associatori: Allah sceglie e avvicina a S\u00e9 chi vuole e a S\u00e9 guida chi Gli si rivolge [pentito]. Non si divisero, opponendosi gli uni agli altri, se non&nbsp; dopo che giunse loro la conoscenza [della Verit\u00e0]. Se non fosse per una precedente Parola del tuo Signore, gi\u00e0 sarebbe stato deciso tra loro. In verit\u00e0&nbsp; coloro&nbsp; che&nbsp; ricevettero la Scrittura dopo di loro, sono immersi nel dubbio in proposito. Invitali dunque [alla fede], procedi con rettitudine come ti \u00e8 stato ordinato e non seguire le loro passioni. D\u00ec: \u201c Credo in tutta la Scrittura che Allah ha rivelato. Mi \u00e8 stato ordinato di giudicare con equit\u00e0 tra voi.&nbsp; Allah \u00e8 il nostro Signore e il vostro Signore. A noi le nostre azioni, a voi le vostre. Nessuna polemica tra noi e voi. Ci riunir\u00e0&nbsp; Allah e verso Lui \u00e8 la meta [ultima]\u201d. Coloro che polemizzano a proposito di Allah dopo che gi\u00e0 \u00e8 stato risposto al suo appello, hanno argomenti che non hanno alcun valore presso Allah. Su di loro [si abbatter\u00e0] la [Sua] collera e avranno un severo castigo. Allah \u00e8 Colui che ha rivelato secondo verit\u00e0 il Libro e la Bilancia. Chi ti potr\u00e0 rendere edotto [all\u2019infuori di Allah \u2013 ndr]?&nbsp; Forse l\u2019Ora \u00e8 vicina. Vogliono affrettarne la venuta coloro che non credono in essa, mentre i credenti sono intimoriti, sapendo che \u00e8 verit\u00e0. Coloro che polemizzano sull\u2019Ora sono in evidente errore. Allah \u00e8 dolce con i Suoi servi e concede a chi vuole. Egli \u00e8 il Forte, l\u2019Eccelso. A chi avr\u00e0 voluto arare [il campo del]l\u2019altra vita, accresceremo la sua aratura, mentre a chi avr\u00e0 voluto arare [il campo di] questa vita, concederemo una parte [dei frutti], ma non avr\u00e0 parte alcuna dell\u2019altra vita. Hanno forse associati che, a proposito della religione, abbiano stabilito per loro una via che Allah non ha consentito? Se non fosse stata presa la Decisione finale, gi\u00e0 sarebbe stato giudicato tra loro!&nbsp; Gli ingiusti avranno doloroso castigo. Vedrai gli ingiusti impauriti di ci\u00f2 che avranno meritato e che ricadr\u00e0&nbsp; su di loro. Coloro che credono e compiono il bene, saranno nei prati del Giardino e avranno tutto ci\u00f2 che vorranno presso loro Signore. Questa \u00e8 la grazia grande! Questa \u00e8 la [buona] novella che Allah d\u00e0 ai Suoi servi&nbsp; che credono e compiono il bene. D\u00ec: \u201c Non vi chiedo alcuna ricompensa, oltre all\u2019amore per i parenti\u201d. A chi compie una buona azione, Noi daremo qualcosa di migliore. In verit\u00e0 Allah \u00e8 perdonatore, riconoscente. Diranno invece: \u201cHa inventato menzogne contro Allah\u201d. Se Allah volesse, sigillerebbe il tuo cuore. Con le Sue parole Allah cancella il falso e realizza la verit\u00e0. Egli conosce quello che nascondono i petti. Egli \u00e8 Colui che accoglie il pentimento dei Suoi servi, perdona i loro peccati e conosce quello che fate. Esaudisce coloro che credono e compiono il bene e li accresce della Sua grazia. I miscredenti avranno severo castigo. Se Allah avesse dato abbondanza di ricchezze ai Suoi servi, si sarebbero ribellati sulla terra. Elargisce invece ci\u00f2 che vuole, con misura. Egli \u00e8 ben informato sui Suoi servi e li osserva. Egli \u00e8 Colui che fa scendere la pioggia, quando gi\u00e0 se ne dispera; cos\u00ec diffonde la Sua misericordia. \u00c8 il Patrono, il Degno di lode.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ulteriore brano del Corano a chiarimento del giudizio finale e di quella separazione. <\/strong>Da notare l\u2019invito pressante a non aspettare quel momento, ma a realizzare una unione da subito, che questo brano prospetta come possibile. \u00c8 la durezza dei cuori che impedisce questa unione, e quindi tutta la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che avviene ricade su di noi. La rivelazione, come in una Sura precedente, non \u00e8 solo legata alle sacre scritture, al Libro, ma \u00e8 collegata alla \u201cBilancia\u201d, che ci \u00e8 stata data. Questo concetto \u00e8 molto importante, perch\u00e9 rimanda alle due facce di un\u2019unica medaglia, senza nome, che sono \u201cAmore\u201d e \u201cGiustizia\u201d: due aspetti complementari di una unica realt\u00e0. Ma la Bilancia rimanda anche all\u2019amore e giustizia che sono stati scritti, cio\u00e8 rivelati, nel nostro cuore: questa \u201csapienza\u201d, che noi percepiamo come innata perch\u00e9 ci \u00e8 stata donata, pu\u00f2 permettere l\u2019unione in una situazione di perfetto equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho utilizzato brani estratti dai testi sacri delle religioni ebraica, cristiana e mussulmana perch\u00e9 come linguaggio sono pi\u00f9 familiari alla nostra cultura, ma avrei potuto utilizzare testi del <strong>Bhagavad Gita<\/strong> o del <strong>Tao T\u00ea Ching<\/strong> o di altre religioni che il risultato sarebbe stato sostanzialmente lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludendo queste riflessioni e tornando al tema della separazione, questa ci spaventa perch\u00e9 rimanda alla paura dell\u2019abbandono. Nell\u2019esperienza di ogni giorno la separazione comporta sempre un momento per noi vissuto come doloroso. <\/p>\n\n\n\n<p>Si arriva al paradosso che persino la separazione di un sequestrato dai suoi sequestratori, se il periodo di detenzione \u00e8 stato abbastanza lungo, diviene dolorosa. Invece la separazione \u00e8 il viatico per ritrovare noi stessi. Se il rapporto con gli altri ci \u00e8 estremamente utile per scoprire le nostre debolezze e i nostri limiti, \u00e8 solo la separazione e l\u2019ascolto interiore che ci pu\u00f2 permettere di scoprire le nostre dimensioni globali. <\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo le nostre esperienze pratiche e i limiti della razionalit\u00e0 ci portano a sbagliare i riferimenti, mentre<strong> le dimensioni vanno ben al di la di come percepiamo questo spazio \u2013 tempo.<\/strong> Senza dover parlare di altre dimensioni o di altri universi, ma restando in questo mondo, la fisica teorica, e in particolare quella quantistica, ci ha dimostrato come quando si parli di \u201cmateria\u201d particolare, sia essa particelle o galassie, le leggi classiche della fisica, che corrispondono alle percezioni dei nostri sensi, falliscono, perch\u00e9 queste materie obbediscono ad altre leggi. Quindi quando parliamo di un corpo speciale, com\u2019\u00e8 l\u2019anima essendo di tipo plasmatico, non possiamo ragionare secondo la logica comune, ma dobbiamo contemplare una definizione diversa sia dello spazio che del tempo, e di conseguenza una diversa visione della velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec l\u2019anima, come le particelle, si pu\u00f2 spostare alla velocit\u00e0 della luce, pu\u00f2 propagare le sue informazioni istantaneamente, oltre ogni velocit\u00e0, pu\u00f2 vivere in pi\u00f9 mondi paralleli, pu\u00f2 coesistere in momenti temporali diversi, cio\u00e8 convivere epoche diverse della storia sia passata che futura, soprattutto resta nell\u2019uno, cio\u00e8 i suoi eventi dipendono da tutti gli altri eventi che accadono. In questo contesto, difficile da capire ma splendido da vivere una volta che ci si abbandoni alle proprie percezioni <strong>senza il \u201cvelo\u201d della nostra mente<\/strong>, si pu\u00f2 capire come dopo ogni separazione c\u2019\u00e8 sempre una unione, perch\u00e9 l\u2019unione c\u2019\u00e8 di fatto, e a noi resta solo di riuscire a percepirla e portarla a consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dobbiamo fare nulla perch\u00e9 le cose vadano per il verso giusto, il nostro problema e la nostra opportunit\u00e0 si chiamano \u201cconsapevolezza\u201d. Questa \u00e8 la consapevolezza dell\u2019essere, che sostituisce quella passata del fare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo stesso concetto tradizionale di dualit\u00e0 non trova spazio nella dimensione della fisica quantistica<\/strong>, e prende due nuovi significati, guarda caso proprio legati al concetto di unione, legati alla parola \u201cdualismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 legato al <strong>dualismo onda \u2013 particella<\/strong>, secondo il principio di complementariet\u00e0, che mostra la duplice natura di ogni particella elementare. Questa duplice natura \u00e8 una unione, quindi inscindibile, anche se la manifestazione della particella dipende da come la si osserva: in certi esperimenti si misura un pezzo di materia, in altri un campo ondulatorio. Da notare che Eintein non credette a questa visione, e la contrast\u00f2 in ogni modo, ma la fisica quantistica di Max Planck e le successive prove di laboratorio dimostrarono la veridicit\u00e0 del fenomeno e si pot\u00e9 cos\u00ec arrivare anche a delle spiegazioni teoriche, a partire dal principio d\u2019indeterminazione di Heisenberg.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo dualismo che porta al concetto d\u2019unione \u00e8 quello che <strong>lega due particelle tra loro, a prescindere dalla loro origine<\/strong>. Se due particelle hanno interagito, e poi proseguono il loro moto in modo apparentemente indipendente, qualora una delle due venga perturbata in qualche modo, ad esempio deviata, la seconda istantaneamente risponde allo stesso modo, come se anch\u2019essa avesse ricevuto la stessa perturbazione, anche se ci\u00f2 \u00e8 impossibile nel nostro spazio \u2013 tempo. \u00c8 come se le due particelle potessero comunicare tra loro istantaneamente, e trasferirsi reciprocamente l\u2019informazione sugli eventi che a loro capitano. Chiaramente le due particelle sono separate, ma proprio la separazione dopo l\u2019interazione permette l\u2019unione che da luogo a questo fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia esperienza mi dice che <strong>l\u2019anima si comporta allo stesso modo<\/strong>, e le conseguenze sono molteplici, a partire dal fatto che ogni anima, avendo interagito in tante vite con milioni di altre anime, resta a tutte queste collegata, e siccome noi possiamo percepire la nostra anima, possiamo anche avere ricordi di vite non nostre, oppure evitarci errori utilizzando le esperienze di altri. Non voglio mettere in discussione il libero arbitrio, ma solo le percezioni dei nostri sensi tradizionali: la realt\u00e0 in cui siamo immersi va ben oltre ci\u00f2 che tocchiamo o vediamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La realt\u00e0 terrena \u00e8 fatta dall\u2019unione di molti elementi \u201cimmateriali\u201d<\/strong>, il cui peso \u00e8 maggiore rispetto a quelli materiali, tenendo presente che entrambi sono manifesti, seppur in modo differente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta quindi di cogliere tutte le dimensioni attraverso dei \u201csensi\u201d diversi, attraverso le percezioni, le ricerche interiori, ma anche l\u2019evidenza dei fatti, visto che questa \u00e8 la Vita. E poi portare tutto questo a consapevolezza, nonostante che la nostra testa a volte si possa ribellare o vivere tutto questo come un enorme paradosso. Chi si occupa di fisica quantistica sa bene che ogni ulteriore scoperta, validata sperimentalmente, \u00e8 spesso un nuovo paradosso, prima da capire e poi da spiegare.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il \u201cGiudizio\u201d finale, uscendo dalla logica delle contrapposizioni ed entrando in quella della <strong>Grazia che tutto unisce<\/strong>, seppure comporti una separazione, diventa qualche cosa di molto diverso da quell\u2019immagine cruda e terrificante pi\u00f9 volta propostaci. E forse anche questo evento, essendo legato ad un passaggio di stato dei nostri corpi che per\u00f2 si rende possibile solo avendo raggiunto un certo stato delle nostre anime, andrebbe in parte collocato fuori dallo spazio \u2013 tempo della fisica classica, almeno per ci\u00f2 che concerne l\u2019anima e lo spirito, risultando cos\u00ec simultaneo per tutta l\u2019umanit\u00e0, a livello dell\u2019anima, seppur distribuito nel tempo, a livello dei corpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Porcia, 19 marzo 2012<\/p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ci chiediamo qual \u00e8 l\u2019opposto dell\u2019unione viene spontaneo pensare alla separazione. Per\u00f2 questo \u00e8 frutto della nostra immersione nella dualit\u00e0, secondo la logica di reciprocit\u00e0 gi\u00e0 esposta in passato. Quindi unione e separazione sono solo due facce della stessa medaglia, e sono inversamente eguali. 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